I benefici del vino nella storia dell'umanità: "Migliora intelligenza e creatività"

Giuseppe Clemente ha realizzato un attento e innovativo excursus sulla storia del "nettare degli Dei" nel corso dei secoli nel convegno tenutosi presso il Circolo Ufficiali della Marina Militare

Si è tenuto venerdì 14 dicembre, presso il Circolo Ufficiali della Marina Militare, situato in via Cesario Console, il convegno "Il medico e l'arte", organizzato magistralmente da Giuseppe Guadagno, presidente della C.M.V. di Napoli.

Efficace e ricco di spunti interessanti l'intervento di Gennaro Rispoli, direttore del Museo delle Arti Sanitarie di Napoli, dal titolo "Distillando, distillando, il vino farmaco alchemico".

Da segnalare anche gli interventi di Tommaso Luongo sui vitigni metropolitani, di Carmen Caccioppoli (responsabile comunicazione delle arti sanitarie) e di Gerardo Giuratrabocchetti.

Giuseppe Clemente con "Il vino nella storia dell'umanità", ha realizzato un attento e innovativo excursus sulla storia del "nettare degli Dei" nel corso dei secoli. Il medico, componente del C.M.V. di Napoli dimostra come il vino abbia sempre portato benefici agli esseri umani, in campo medico e nelle arti.

Alcool

"La capacità di digerire l'alcool fu acquisita circa 10 milioni di anni fa, come dimostra uno studio di Robert Martone, da un antenato comune di esseri umani, scimpanzé e gorilla, quindi senz'altro ben prima che imparassimo a produrlo. Gli autori hanno trovato tracce significative dell'ADH4 (alcool deidrogenasi) in nostri parenti lontanissimi come gli scandenti piccoli animali simili al toporagno. La capacità di digerirlo può aver consentito di mangiare la frutta troppo matura che, caduta a terra, aveva iniziato a fermentare naturalmente. Poiché pochi animali sono in grado di tollerare l'alcool, questo avrebbe fornito i nostri antenati una fonte di cibo abbondante e per cui c'erano pochi concorrenti".

Medicina

"Nel V secolo a.C. Ippocrate, padre della medicina, consigliava di utilizzare il vino per combattere la febbre ,cicatrizzare le ferite, come diuretico e come aiuto nelle convalescenze. Gli Egizi, ad esempio, il vino lo utilizzavano come anestetico locale. Gli Etruschi se ne servivano per lenire il dolore causato da lussazioni, tumefazioni, ascessi e ferite. Nell’800 tutti i medici provenienti dalle scuole più importanti d’Europa utilizzavano il vino come cicatrizzante. Ad esempio Luigi XIV, il Re Sole, fu curato per una cancrena di una gamba facendo  immergere l’arto in una vasca piena di vino caldo aromatizzato".

Creatività

Rportando alcuni test e studi scientifici Giuseppe Clemente dimostra poi come il vino, bevuto nelle giuste dosi, migliori l'intelligenza e la creatività.

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