Gianfelice Imparato, l'intervista: "I testi di Eduardo non hanno tempo"

Il noto attore campano si alterna con successo con le repliche di Ditegli Sempre Sì e al cinema con Cetto C’è il terzo capitolo della saga che vede protagonista Cetto La Qualunque il personaggio creato da Antonio Albanese

Gianfelice Imparato

Gianfelice Imparato è sempre stato un pilastro del teatro e dei film d’autore fin dai suoi inizi. Negli ultimi anni è diventato ancora di più uno dei punti di riferimento del panorama cinematografico e televisivo diventando uno di quei volti che hanno contribuito alla rinascita creativa e artistica che si respira a Napoli e che sembra essere sempre più resistente. Imparato appartiene a quella categoria di attori in cui il teatro è vita come dimostra Ditegli Sempre Sì, la commedia di Eduardo che fino a domenica sarà al Teatro Diana per la regia di Roberto Andò, futuro direttore artistico del Teatro Stabile di Napoli.

Prodotta da Elledieffe – Compagnia Teatrale di Luca De Filippo, Ditegli Sempre Sì porterà Gianfelice Imparato e Carolina Rosi in giro per l’Italia per raccontare le vicende del matto Michele Murri, nel frattempo, l’attore campano sarà al cinema con Cetto c’è senza dubbiamente, uscito questa settimana dove Gianfelice interpreta il ruolo di un monarchico nostalgico che fa di tutto per far ritornare la monarchia, ma nel 2020 lo vedremo anche nel film Figli accanto a Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea.

Gianfelice, siamo quasi alla fine della tappa napoletana di Ditegli Sempre Sì. Secondo lei quale è stato l’impatto?

"Direi che è andata molto bene sia Pordenone che a Torino. A Napoli, poi, sta andando fortissimo. E’ una commedia che contiene la sapienza di Eduardo di dosare il comico e il tragico con quella tipica vena poetica che lascia l’amaro in bocca".

La pazzia di Michele Murri uscito dal manicomio che valore assume oggi?

"I testi di Eduardo De Filippo come tutti i classici non hanno tempo. In questo caso si parla del filo labile tra sanità e follia dove diventa difficile stabilire chi è sano di mente da chi è reputato pazzo. Anche dopo la Legge Basaglia continua a essere un tema attualissimo. Oggi noi assistiamo a innumerevoli casi di vera e propria schizofrenia sociale. Come vogliamo chiamare i femminicidi che sono un abominio?! Invece, come vogliamo definire chi ha lasciato i clandestini morire in mare?! Potrei continuare all’infinito, basti pensare che viviamo in una società dove la Senatrice Liliana Segre, sopravvissuta all’Olocausto, è costretta a vivere sotto scorta a causa di insulti e minacce. Questi sono esempi di una follia dilagante che preoccupa moltissimo".

Elledieffe si sta mostrando un perno rilevantissimo della scena italiana soprattutto per i giovani. Lei e Carolina Rosi vi state rivelando dei mentori per loro

"Sì, soprattutto grazie al lavoro fatto da Carolina nella gestione della compagnia che si è allargata anche nel lanciare autori contemporanei e producendo nuovi spettacoli di giovani registi. E’ un punto di riferimento davvero importante per il teatro. 

Negli ultimi quattro anni Napoli è un set a cielo aperto. Per lei qual è stato il passaggio decisivo di questo nuovo vigore artistico? 

"Si è capito che a Napoli sia dal punto di vista attoriale che di maestranze ci sono ottimi livelli di professionalità, in aggiunta alle bellezze naturali e al valore artistico degli autori. Poi c’è la Film Commission che fa un ottimo lavoro e fa tanti sforzi ma di contro i fondi continuano a non esserci o comunque a essere pochi per potenziare e incrementare questo fenomeno".

Parliamo di Cetto c’è senza dubbiamente di Giulio Manfredonia con Antonio Albanese, in cui si ironizza sulla possibilità che ritorni la monarchia. Quante possibilità ci sono oggi che questa possa essere solo una finzione?

"Bè, restiamo sul tema della follia… Spero che vada bene perché è una commedia garbata e non ha una trama pretestuosa. Bisogna tener conto che la sceneggiatura è stata scritta più di un anno fa dove Albanese ha avuto l’intuito percepire il disagio e la condizione di sbando che vive l’Italia in questo momento per cui chiunque qualcuno proponga qualcosa di diverso è ben accetto. Nella pura fantasia Albanese e il suo sceneggiatore Piero Guerrera hanno pensato al ritorno della monarchia. Ora, al di là degli scherzi dei giorni scorsi di Emanuele Filiberto di Savoia che all’inizio hanno fatto nascere il dubbio che parlasse sul serio, il forte malcontento che c’è in giro potrebbe far venire in mente idee strane e le persone potrebbero accarezzare l’idea di votare un partito monarchico. Una cosa del genere non mi meraviglierebbe. Nel film il mio personaggio vorrebbe far tornare la monarchia ma comprende che nell’Italia di oggi un rampollo nobile non attecchirebbe, per questo la scelta ricade su Cetto La Qualunque con tutto quello che ne consegue…".

Cinema e tv si continuano ad alternare con il teatro e anche il 2020 sarà un anno intenso. Nei prossimi mesi iniziano le riprese della terza stagione de I Bastardi di Pizzofalcone dove lei ritorna nel ruolo chiave del vice commissario Giorgio Pisanelli…

"Sì, è un bel momento. Girerò in contemporanea con la tournée durante i giorni di riposo. Sarà un periodo frenetico ma sono molto contento". 

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