Magalli, il retroscena su Troisi: fu lui a scoprirlo per la trasmissione "No Stop"

"Feci una selezione molto accurata e andai in Campania, dove mi avevano segnalato tre bravi ragazzi..."

Si chiamavano i Saraceni e io volli che cambiassero nome e divennero La Smorfia". Giancarlo Magalli ritornerà a Sorrento ad ottobre prossimo, per la venticinquesima edizione del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”. Ricorda il suo forte legame con la Campania e con Massimo Troisi.

"Amo in genere la Campania, che ritengo la terra più fertile dal punto di vista culturale. Ha tutti gli indicatori di civiltà e bellezza: la poesia, la musica, la gastronomia. È un territorio cui dobbiamo dire grazie”, dichiara il noto conduttore e autore televisivo.

Magalli venne a conoscere tre "ragazzotti simpatici" in veste di autore della trasmissione “No Stop”, un talent ante litteram. “Quando scrissi “No stop” - ricorda Magalli - pensai ad una pedana di lancio per giovani talenti. Nel 1977 potei attingere ad un serbatoio enorme. Feci una selezione molto accurata e andai in Campania, dove mi avevano segnalato tre bravi ragazzi che si chiamavano “I Saraceni”, che io ribattezzai “La Smorfia”: Troisi, De Caro ed Arena. Presi poi dal nord i “Gatti di Vicolo Miracoli”, una new entry come Beruschi, che faceva il ragioniere alla Galbusera biscotti. Altri tempi per la tv”.

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Magalli fa parte, a Sorrento, della giuria del premio Dino Verde, la sezione speciale dedicata al papà del varietà televisivo: “Ho ricevuto il premio nel 2017 ed oggi sono nella Giuria. Il Premio Penisola Sorrentina è un riconoscimento prestigioso, importante che è bene incastonato in un territorio fantastico. Si onorano a vicenda”.

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