Francesco De Sanctis, il grande letterato napoletano d’adozione

Originario dell'avellinese, fu il primo ministro dell'Istruzione della storia d'Italia. Ha vissuto nel cuore di Napoli, nella strada che porta il suo nome

Foto di Chiara Di Martino

Una targa nella strada che porta il suo nome – celebre perché da qui è l’accesso alla Cappella Sansevero dove è possibile ammirare lo straordinario Cristo Velato – ricorda che Francesco De Sanctis ha vissuto in questa strada. Non era nato a Napoli lo scrittore e critico letterario, che fu anche il primo ministro della Pubblica istruzione della storia d’Italia, ma era a tutti gli effetti un napoletano anche se solo d’adozione. Era nato in realtà a Morra Irpina, nell’avellinese (ribattezzata Morra De Sanctis in suo onore), nel 1817, in una famiglia di piccoli proprietari terrieri.

Nel 1826 lascia la provincia per raggiungere Napoli dove frequenta il ginnasio privato di uno zio paterno, Carlo Maria De Sanctis. Completati gli studi liceali, intraprende gli studi giuridici che però presto inizia a trascurare per seguire la scuola del purista Basilio Puoti sul Trecento e sul Cinquecento, lezioni che il marchese teneva gratuitamente nel suo palazzo. Qui De Sanctis conoscerà Giacomo Leopardi. Dopo alcune docenze alla scuola militare preparatoria di S.Giovanni a Carbonara e al Collegio militare della Nunziatella, nel 1848 il letterato lascia Napoli – dove aveva aderito ai moti insurrezionali - per raggiungere Cosenza e fare il precettore, e qui scrive i suoi primi "Saggi critici", prefazioni all'Epistolario leopardiano e alle "Opere drammatiche" di Schiller.

Due anni dopo, però, viene arrestato e recluso a Napoli nelle prigioni di Castel dell'Ovo dove rimane prigioniero per un anno: durante questo periodo studia approfonditamente Hegel apprendendo anche il tedesco e traducendone una delle opere. Allo stesso tempo, approfondisce anche la sua ideologia mazziniana. Il carcere lo cambia profondamente, rendendolo più consapevole e fiero. Nel 1853, espulso dal Regno dalle autorità borboniche e fatto imbarcare per l'America, si ferma a Malta e si rifugia infine a Torino dove svolge un’intensa attività letteraria, cosa che porta avanti anche negli anni trascorsi a Zurigo. Nel 1860 conosce Giuseppe Mazzini e dopo l’Unità d’Italia, eletto deputato, accetta il ruolo di Ministro della Pubblica istruzione, per passare dopo solo un anno all’opposizione.

Dal 1872, torna a Napoli in qualità di docente di letteratura comparata all'università: si dimette nel 1876 per motivi politici e accetta un nuovo incarico ministeriale. Finita anche quest’altra parentesi governativa, torna nuovamente a Napoli dove si dedica a rielaborare gli scritti su Giacomo Leopardi, pubblicati postumi, e alcuni ricordi autobiografici. Colpito da una grave malattia agli occhi, De Sanctis muore a Napoli nel 1883.

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