Grande Cinema a Sorrento tra mostre fotografiche e Giornate Professionali

Inaugurate le mostre che ospitano i lavori della fotografa napoletana Mannajuolo (che ha ritratto il maestro Fellini dietro le quinte) e di Cinzia Camela, per anni sul red carpet di Cannes

(foto Cinzia Camela / ufficio Stampa Mostra)

Con il mese di dicembre Sorrento diventa una piccola Mecca del cinema. Dal 2 al 7 dicembre ci sono Le Giornate Professionali di Cinema di Sorrento, la manifestazione nazionale dove le case di distribuzione, insieme ai produttori, ai registi e agli attori, rendono noti tutti i film in uscita nella nuova stagione. Christian De Sica, Pierfrancesco Favino, Ficarra e Picone, Marco D’Amore sono solo alcuni dei protagonisti del grande schermo che parteciperanno sia per presentare i loro ultimi film che per ricevere la Chiave d’Oro nella serata in cui si attribuisce il Biglietto d'Oro del Cinema Italiano, il premio che l’ANEC assegna ai maggiori successi al botteghino dell’annata cinematografica.

Ispirati dall’aria di celluloide che in questi giorni si respira, il Comune di Sorrento e la Fondazione Sorrento sono promotori di Fotografia Cinema Sorrento, iniziativa che fino al 12 gennaio 2020 a Villa Fiorentino vede in esposizione due mostre dedicate al grande cinema: “Dietro le quinte” Federico Fellini negli scatti di Patrizia Mannajuolo e Beyond the Screen della fotoreporter Cinzia Camela, entrambe, in anni diversi, sono state allestite alla galleria Al Blu di Prussia di Napoli curate, rispettivamente, da Valentina Rippa e Mario Pellegrino.

Un progetto articolato, organizzato da Editori Paparo, dove non manca uno spazio dedicato a una raccolta di manifesti della cinematografia d’epoca provenienti da una collezione privata per omaggiare la settima arte attraverso uno storytelling fatto per immagini. Fotografia Cinema Sorrento è un dialogo immaginario in cui si mettono a confronto due epoche cinematografiche diverse immortalate da due obiettivi fotografici altrettanto diversi ma che hanno come comune denominatore la sensibilità che le due fotografe mettono nei loro scatti, riuscendo a catturare attimi di autenticità umana. Seguendo questo fil rouge Fotografia Cinema si sviluppa attraverso i due piani di Villa Fiorentino. 

Al secondo piano c’è “Dietro le Quinte” Federico Fellini negli scatti di Patrizia Mannajuolo, testimonianza del mondo felliniano della napoletana Patrizia Mannajuolo, che è stata tra i pochissimi fotografi ammessi sui set di Federico Fellini. Sono 50 fotografie, quasi tutte in bianco e nero, realizzate sul set di Cinecittà de La Città delle Donne in cui, merito anche dell’empatia creata con Fellini, la Mannajuolo restituisce con sguardo attento e vero l’essenza unica, a volte giocosa, del regista 5 volte premiato con l’Oscar, riuscendo a raccontare con esattezza l’universo surreale e immaginifico dei suoi film.

Al primo piano c’è Beyond the Screen che la fotoreporter Cinzia Camela ha realizzato nel 2009 raccogliendo il meglio dei primi dieci anni di fotografie fatte sui red carpet del Festival di Cannes, della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e della Festa del Cinema di Roma. E’ proprio Cinzia Camela a guidarci attraverso i suoi 60 scatti, anche questi per la maggior parte in bianco e nero, dove c’è una visione delle celebrità ritratte molto intimistica, intrinseca di realtà.

D: Il red carpet è sinonimo di glamour, di promozione lavorativa, talvolta anche di riconoscimenti. Lei ribalta completamente questi canoni raccontando nell’istante dello scatto l’essenza reale che cattura. Cosa ardua nel contesto del tappeto rosso che ha dei suoi codici anche frenetici. 

E’ proprio in questa difficoltà che mi esalto, è facile in un contesto ritrarre il momento più evidente, quello scontato. Io sono più interessata a cogliere quello che c’è “oltre lo schermo”, alla persona più che alla star, quella che, sotto i riflettori, quando tutti la guardano, nasconde magari un’emozione.

Osservando a posteriori i sessanta ritratti quale crede che sia il sentimento che possa arrivare per primo?

L’umanità dei soggetti. Forse la mia connessione col personaggio non cercata sgomitando…

A lei, invece, nella post produzione delle fotografie cosa è arrivato?

Se per post produzione intende quando rivedo il lavoro al computer (in post produco solo sistemando la filtratura dei colori o trasformando in bianco e nero, non ritocco i soggetti), trovo una conferma di ciò che ho visto scattando. La mia soddisfazione è al momento dello scatto se riesco a fermare ciò che aspetto durante il caos dell’evento.

C’è uno dei sessanta scatti che in qualche modo è stato determinante per Beyond the screen?

Sono vent’ anni che fotografo ai festival e sono stati diversi gli scatti determinanti nel corso della mia ricerca. Ma direi che inizialmente sono state la foto a Robert De Niro e un ritratto a Charlize Theron con cui ho vinto il premio di Repubblica come miglior foto del Festival di Venezia votata dai lettori.

All’interno di Fotografia Cinema si è creato un ‘dialogo’ immaginario con la mostra dedicata a Fellini con le foto di Patrizia Mannajuolo. Sono raccontate e si confrontano due epoche diverse in cui il cinema e anche la fotografia sono tanto cambiati. Compreso il modo in cui sono percepiti e vissuti.

Abbiamo raccontato due situazioni diverse, in epoche diverse, con un approccio simile: senza invadenza e forzature, seguendo le regole del puro reportage.

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