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Torna il Festival del Cinema dei Diritti: riflettori sull'ambiente

Dal 20 al 30 novembre proiezioni e dibattiti su temi internazionali e di casa nostra. Da Napoli parte l'appello per la liberazione di Silvia Romano, la cooperante scomparsa in Kenya un anno fa

 

Comincia l'unidicesima edizione del Festival del cinema dei diritti umani. Per il 2019, il focus sarà sull'ambiente come testimonia il titolo "Il clima che verrà". La kermesse, quest'anno, si caraterizza anche per aver lanciato da Napoli l'appello per la liberazione di Silvia Romano, la cooperante rapita in Kenya esattamente un anno fa, con l'obiettivo di non far calare il silenzio sulla sua scomparsa. Per questo motivo, oltre agli organizzatori del Festival, alla presentazione hanno preso parte anche i rappresentanti delle Ong e delle associazioni umanitarie internazionali (come Amnesty ed Emergency), protagoniste del primo giorno di eventi.

La manifestazione sarà divisa in due parti: la prima, dal 20 al 23 novembre, tratterà le tematiche internazionali, con la proiezione di documentari e lungometraggi di registi stranieri divise tra lo Spazio comunale Piazza Forcella e il carcere di Poggioreale. Sabato 23 novembre si chiude la prima parte del Festival con una mattinata nello stabilimento Whirlpool di Napoli, in crisi, e con le testimonianze di sindacalisti ed esperti provenienti da altri siti dove l’inquinamento e i veleni mettono a dura prova il confronto tra occupazione e salute pubblica. Tra questi testimoni dell'ex-ILVA di Taranto, delle Fonderie Pisano di Salerno e rappresentanti della Fiom Lazio e del mondo dell'associazionismo legato alla Terra dei Fuochi.

Nelle sere dal 27 al 29 novembre, nella monumentale cornice di Maschio Angioino, dalle 16 alle 22, saranno proiettati i 31 film che hanno superato il primo livello di selezione del concorso cinematografico. Si tratta di 7 lungometraggi e 24 corti tra cui saranno scelti i due film vincitori (miglior cortometraggio e miglior lungometraggio) dalla Giuria Esperti (composta da Elisabetta Pandimiglio, documentarista romana; Sandro Ruotolo, giornalista; Antonio Prata, direttore del Festival dei Diritti Umani di Lugano; Sandra Lorenzano, docente della Universidad Autónoma de México ed esperta di migrazioni). L'ingresso a tutti gli eventi è gratuito. 

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