Aenaria, la storia della città sommersa nelle acque di Ischia

La cittadella, risalente all'epoca romana tra il IV e il I sec. a.C., fu scoperta da due subacquei nel 1972. Oggi è visitabile con tour guidati tra i resti archeologici sommersi

Baia di Cartaromana

Si chiama Aenaria l’antica città sommersa nelle acque di Ischia esistita nell’epoca romana tra il IV e il I secolo a.C. e distrutta improvvisamente da una eruzione vulcanica o da un terremoto. Situata a circa 9 metri di profondità nello specchio d’acqua tra il Castello Aragonese e gli scogli di S. Anna, era anticamente un importante centro industriale romano per la lavorazione di ferro, piombo, rame e argilla. Il suo nome, infatti, deriva dal latino “aenum”, che significa bronzo, o più in generale metallo. Aenaria segnava un passaggio storico importante: il tramonto della colonia greca (Pithekoussai) e la nascita della colonia romana (Aenaria). La cittadella venne scoperta nel settembre del 1972 da due subacquei, Pierino Boffelli e Rosario D’Ambrai, che, immergendosi nella Baia di Cartaromana, recuperarono un pezzo di galena, minerale usato nella lavorazione di alcuni metalli, e due lingotti di piombo di circa 36 Kg che portavano l’incisione “CN-ATELLI-F-MISERINI (cioè “Cneo Atello e Cneo figlio della famiglia dei Misurini”). Probabilmente i due Cneo dovevano essere i proprietari di un’antica officina dove veniva lavorato il piombo. Successivamente, con una seconda immersione, i due subacquei scoprirono la cinta muraria dell’antica Aenaria, costruita con il tipico sistema romano conosciuto come “opus reticulatum”. La notizia della scoperta fu data da “Il Giornale d’Ischia”, il settimanale dell’epoca, l’8 ottobre 1972.

Ma come sprofondò negli abissi marini questa cittadella? Come spiega il prete-archeologo Don Pietro Monti (tra i primi a studiare Aenaria insieme a Giorgio Buchner), nel suo libro “Ischia, archeologia e storia”, la causa della distruzione e della immersione della cittadella, avvenuta tra il 130 e il 150 d.C, andrebbe assegnata all’eruzione del Montagnone-Maschiatta (una collina a cavallo tra i tre comuni di  Ischia, Casamicciola e Barano), che fu accompagnata da forti terremoti ed assestamenti vulcano-tettonici che coinvolsero l’intera area nord-occidentale di Ischia. Nonostante il grande entusiasmo legato alla scoperta, Aenaria fu messa da parte per dare spazio alla grande espansione del turismo di massa che ha caratterizzato l’isola negli anni ’70 e ’80. Solo da qualche anno, con la “riscoperta” dello sviluppo del turismo culturale, la Soprintendenza Archeologica di Napoli, con il contributo della Fondazione Roma-Mediterraneo, ha avviato nuove ricerche sulla cittadella confermandone l’esistenza, con le sue fabbriche, le sue strade, e i suoi prodotti, dando vita a Antica Aenaria, un progetto di valorizzazione e fruizione della città sommersa.

L’Antica Aenaria oggi è visitabile con tour guidati tra i resti archeologici sommersi con barche con specchi a cura della “Marina di S.Anna”. Per la prenotazione si può telefonare i numeri 081-985510 e 984854. Il prezzo del biglietto per la visita – che dura circa 70 minuti di cui 20 minuti di proiezioni nella sala multimediale e 50 in mare – è di 18,00 euro per persona, ma richiede un minimo di 8 partecipanti, oppure una quota minima di 150,00 euro.

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