Voragine di Secondigliano: i familiari delle undici vittime chiedono giustizia

Nel 1996 un'esplosione di gas squarciò il quadrivio del quartiere della periferia nord di Napoli. A lungo i cittadini denunciarono al Comune la pericolosità dei lavori

Voragine

Il 23 gennaio alle ore 11.00 si celebrerà la commemorazione della disgrazia della voragine di Secondigliano che il 23 gennaio del 1996 inghiottì undici vittime, organizzata dall’associazione dei familiari delle persone rimaste uccise.

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La tragedia fu causata da un'esplosione di gas che squarciò il quadrivio del quartiere della periferia nord di Napoli, creando un buco di 40 metri. A lungo i cittadini denunciarono al Comune la pericolosità dei lavori, ma le loro voci restarono purtroppo inascoltate. Persero la vita nell’esplosione cinque operai della ditta Scarl Arzano, Michele Sparaco, Alfonso Scala, Mario De Girolamo, Giuseppe Petrellese e Gennaro De Luca ed inoltre Emilia Laudati,Serena De Santis, di soli 12 anni, e la sua amica Stefania Bellone di 26 anni il cui corpo risulta disperso. Altri tre uomini furono bruciati dal rogo che avvolse le loro auto. I soccorsi purtroppo arrivarono con grande ritardo, ben 5 ore dopo dalla tragedia, denunciano i familiari delle vittime che chiedono giustizia. I familiari effettueranno la celebrazione commemorativa presso la cappellina in Via Limitone di Arzano, con la collaborazione del presidente delle circoscrizioni Secondigliano, Miano, San Pietro a Patierno, che come ogni anno rendono partecipe gli alunni delle scuole elementari in ricordo dei nostri cari in modo che non vengano dimenticati.

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