Minaccia moglie e personale 118, poi tenta il suicidio e distrugge l'ambulanza

Notte da incubo per l'equipaggio di un'ambulanza intervenuto a Sant'Antimo

Una vicenda inquietante, riprova ennesima delle condizioni di lavoro in cui si ritrova il personale del 118 che lavora in città e nel suo hinterland. È quella, avvenuta a Sant'Antimo, riportata dalla pagina social "Nessuno tocchi Ippocrate".

L'intervento dell'ambulanza è avvenuto ieri sera intorno alle 22.30. "Allertati per agitazione di una signora, arrivata sul posto capisco che l’evidente alterazione mentale era del compagno aggressivo nei suoi confronti e poi successivamente verso di noi - racconta la dottoressa dell'ambulanza - la ragazza riferiva di essere reclusa in casa, era agitata ed evidentemente preoccupata di lasciare il proprio bambino di un anno ai familiari e soprattutto al compagno".

"Decido quindi di effettuare il trasporto di entrambi - prosegue il medico - che si mostrano anche se con qualche resistenza consenzienti". L'uomo viene descritto dagli intervenuti come un "alcolizzato, tossicodipendente, agli arresti domiciliari". Inizia ad essere verbalmente aggressivo, e i medici chiamano i carabinieri per evitare problemi. Sarebbero però arrivati soltanto da lì ad un'ora.

Intato il violento "minaccia di avere armi da fuoco nella stanza accanto, per cui vi si reca dicendo di andare al bagno. Esce con lesioni da taglio ai polsi": aveva tentato il suicidio. Condotto in ambulanza, inizia a dare calci al vetro, sfondandolo. Il trasporto di entrambi in ospedale riesce, sebbene soltanto alle 2.

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