Scavi di Oplontis, spariti due preziosi reperti da Villa Poppea

Si tratta di un'anforetta e un candelabro. Indaga la Procura della Repubblica. Irlando, responsabile Osservatorio Patrimonio Culturale: "Fatto gravissimo, i reperti sono un unicum"

di Redazione 26/01/2012
Scavi di Oplontis
Scavi di Oplontis

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Un'anforetta e un candelabro sono spariti da Villa Poppea che, insieme alla Villa di Crasso, fa parte degli scavi di Oplontis, lungo la costa vesuviana. La villa era struttura residenziale composta da decine di ambienti decorati con pregiate pitture e rivestita di pavimenti in marmo e mosaico. I due reperti archeologici scomparsi sono di notevole rilevanza storica data la loro fattura.

Dopo la denuncia arrivata ai carabinieri di Torre Annunziata dalla soprintendenza archeologica di Pompei, adesso indaga sul fatto la Procura della Repubblica.

"La scomparsa di due preziosi reperti romani dal deposito archeologico della villa di Poppea ad Oplontis è un fatto di notevole gravità che apre scenari inquietanti su come sono custodite le preziose testimonianze archeologiche dell'area vesuviana" ha dichiarato l'architetto Antonio Irlando, responsabile dell' Osservatorio Patrimonio Culturale. "I reperti di Oplontis sono un unicum - ha spiegato ancora Irlando - la loro straordinaria fattura conferma il carattere imperiale di una villa straordinaria, frequentata dall'influente corte di Nerone"

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"È inammissibile che da oltre trent'anni diverse statue ed oggetti in marmo, tra cui un'originalissima 'centauressa', vasellame in terracotta e lucerne - ha concluso il responsabile di Osservatorio Patrimonio Culturale - siano ammassati in un piccolo magazzino, non visibili al pubblico ed esposti a rischi gravissimi, come questo episodio conferma". (Ansa)