Vesuvio, pericolosi allarmismi e rischi reali del gigante che dorme

Il Dr. Castellano dell'Oss. Vesuviano: "Da decenni l'attività sismica non mostra anomalie. Mai abbassare la guardia, ma non lasciarsi influenzare da notizie diffuse in modo sconclusionato da fonti poco attendibili"

Vesuvio

Vesuvio: nuovi allarmismi, nuova diffusione di notizie confuse e in grado di creare timori e, peggio ancora, panico collettivo.

Torna ciclicamente l'interesse mediatico per il vulcano che sovrasta la città di Napoli, un interesse comprensibile e giustificabile, quando però non alimenta ulteriori paure e angosce nella cittadinanza che abita le aree più prossime al gigante dallo stomaco di lava.
E' dall'inizio di settembre che sul web "si vocifera" di un possibile aumento dell'attività sismica del Vesuvio che potrebbe preludere ad un nuovo periodo per il vulcano, "più rischioso".
Che il nostro sia un vulcano attivo e pericoloso, come pochi altri al mondo, è cosa nota a tutti, compresi quelli che vivono alle sue pendici, un'eruzione sarebbe certamente catastrofica, ma, prima di allarmarsi su rischi relativi al presente o ad un futuro molto prossimo, è bene verificare i dati scientifici finora in nostro possesso. Ed è proprio quello che abbiamo fatto, chiedendo ad un esperto di spiegarci l'andamento dell'attività del Vesuvio degli ultimi decenni e confrontarlo con la situazione attuale.

Con grande disponibilità ed estrema chiarezza, il Dr. Mario Castellano dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - Sezione di Napoli "Osservatorio Vesuviano" (che già lo scorso anno ci parlò in maniera dettagliata di terremoti e geotermia nel nostro territorio), ci "racconta" in una nota, corredata di grafici e dati ufficiali, il recente passato e il presente del nostro vulcano oltre al lavoro svolto quotidianamente dall'Osservatorio, riconosciuto in tutto il mondo per qualità ed avanzamento tecnologico.

UN FRENO AGLI ALLARMISMI DIFFUSI IN RETE - Vesuvio, il gigante che dorme: "Il titolo di questa breve nota è volutamente ripreso da un recente articoletto pubblicato online (Vesuvio, il gigante non dorme più?) che dagli inizi di settembre sta creando non pochi allarmismi e molta confusione tra le persone, specialmente tra quelle che abitano in area vesuviana.
In questo articoletto, tra l’altro neppure firmato, si vagheggia di un aumento dell’attività sismica del Vesuvio che avrebbe raggiunto ben 44 eventi nel mese di agosto di quest’anno. Il testo si conclude con un’altra perla di saggezza, o meglio di pura veggenza e pure sbagliata dal punto di vista scientifico, sostenendo che la prossima eruzione del Vesuvio “…non sarà pacifica come quella del 1944 quando il condotto lavico era aperto, quando piuttosto come quella del 79 d.c o addirittura come quella del 1631, meno nota ma molto più distruttiva di quella che seppellì Pompei ed Ercolano”.
In poche righe, l’autore ha dimostrato come l’ignoranza possa fare dei danni enormi. Viviamo in un’epoca in cui l’uso dei nuovi sistemi di comunicazione (da Internet in generale con blog e forum, a Facebook e Twitter e così via) rende la diffusione delle notizie (vere o false che siano) praticamente immediata ed in grado di raggiungere in breve tempo una vasta platea di persone. Per questo motivo è estremamente importante, specialmente quando si trattano argomenti che hanno un grande impatto sociale come può essere un’eruzione del Vesuvio, che chi scrive sia quantomeno correttamente informato dell’argomento e non si avventuri in affermazioni assolutamente gratuite che hanno come unica conseguenza la generazione della paura e dell’incertezza nelle persone che devono convivere quotidianamente con il vero problema.

NESSUNA ANOMALIA NELL'ATTIVITÀ DEL VESUVIO: "Per tornare all’argomento di questa nota, e per dare una corretta informazione, è bene chiarire da subito che da decenni l’attività sismica del Vesuvio non mostra alcuna anomalia. Analogo comportamento lo manifestano gli altri parametri geofisici e geochimici costantemente monitorati dall’Osservatorio Vesuviano, attualmente Sezione di Napoli dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).
Occasionali incrementi dell’attività sismica si sono verificati più volte negli ultimi decenni, basti pensare alle crisi del 1989-1990, del