Tumori nella Terra dei Fuochi: "Una verità con 40 anni di ritardo"

L'oncologo Giordano: "Mio padre, lo scienziato Giovan Giacomo Giordano, lo aveva già capito e aveva inutilmente pubblicato tutto, ma il suo allarme rimase inascoltato"

Antonio Giordano

"Anche l'Istituto Superiore di Sanità conferma l'aumento delle patologie in 55 comuni della Campania affermando la stretta correlazione degli eccessi della mortalità registrati con "l'esposizione a inquinanti emessi o rilasciati da siti di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi e di combustione incontrollata, di rifiuti sia pericolosi, sia solidi urbani". Lo scienziato Giovan Giacomo Giordano, mio padre, lo aveva già capito 40 anni fa e aveva inutilmente pubblicato tutto, ma il suo allarme rimase inascoltato a causa degli interessi di una certa politica nella terra dei fuochi...". Lo scrive su lavocedinewyork.com lo scienziato Antonio Giordano.

Giordano è ordinario di Anatomia e Istologia Patologica all'Università degli Studi di Siena, direttore dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine e del Centro di Biotecnologie, della Temple University di Philadelphia e coordinatore di una linea di ricerca presso il Centro di Ricerche Oncologiche di Mercogliano (AV).

Da tempo l'oncologo denuncia la situazione drammatica della Terra dei Fuochi ed è anche co-autore di un libro dal titolo "Campania, terra di Veleni".

SULLE ORME DEL PADRE: "Di strada - scrive ancora Giordano - da quando alcuni anni fa, seguendo le sue orme, cominciai a rendere noti i risultati delle mie ricerche scientifiche ne è stata percorsa molta. Medici come il dottor Alfredo Mazza e l’oncologo e tossicologo del Pascale, Antonio Marfella, sono stati ripetutamente accusati di voler destare allarme sociale nella popolazione, proprio come accadde a me, nel 2005, quando decisi che avrei indagato da solo, attraverso le risorse del Governo Federale Americano. Già nel 2009, analizzando i dati ottenuti dall’archivio nazionale delle schede di dismissione ospedaliere di pazienti colpite da cancro alla mammella, relativi alla finestra temporale tra il 2000 ed il 2005, il numero dei tumori mammari risultava superiore a quello riportato dagli organi ufficiali. Oltre quarantamila i casi non censiti, statistiche sottostimate del 26,5%, soprattutto nella fascia di età tra i 25 e i 44 anni.

IL "MODELLO CAMPANIA: "Per fortuna, però, il mio lavoro è stato supportato da quello di altri scienziati indipendenti, e da associazioni, medici di famiglia e attivisti che non hanno mai smesso di denunciare e di lavorare per dimostrare quello che accadeva in quei territori devastati dallo sversamento illegale dei rifiuti, finendo, addirittura, - a mio avviso - col creare un “modello Campania” che dovrebbe essere preso ad esempio da altre regioni italiane".

BAMBINI E TUMORI: "In ogni caso, al di là dei negazionisti, l’allarme è serio - spiega l'oncologo - e, come da anni ripeto, riguarda anche i bambini il cui il profilo, come rileva ISS, presenta “alcune criticità nel primo anno di vita: eccessi di bambini ricoverati per tutti i tumori in entrambe le province di Napoli e Caserta, ed eccesso di incidenza e di ricoverati per tumori del sistema nervoso centrale rispettivamente per la Provincia di Napoli e di Caserta".

GLI INTERROGATIVI SENZA RISPOSTA: "Rapporti come quelli dell’istituto Superiore di Sanità - conclude Giordano nel suo articolo - che invitano ad una serrata prevenzione a tutti i livelli sono auspicabili, ma che dire a tutti quei cittadini che vivono in quelle zone e che da anni vedono morire i propri cari ed ammalare i propri figli? Come si fa a giustificare un ritardo di anni che alla fine non fa che confermare la gravità di una situazione che da decenni le popolazioni vivono sulla loro pelle? Interrogativi inquietanti che, a dispetto del tempo, non trovano risposta".

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