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Truffe agli anziani, il nuovo business dei Contini da 200mila euro a settimana

La procura di Napoli svela un complesso sistema di call center che operava in Italia e nel Mondo. Gli indagati sono 82, di cui 51 in misura cautelare. Sequestrata una gioielleria napoletana per riciclaggio

 

Una complessa rete di call center, con operatori pronti a truffare malcapitati anziani in Italia, come in Spagna, Inghilterra e California. Alla regia di questo sistema criminale il clan Contini, così come appurato dalla Dda di Napoli, il collaborazione con la Procura di Milano che, nel 2015, ha avviato le indagini. 

Sono 82 le persone indagate, per 51 delle quali è stata predisponsta anche la misura cautelare. Tra i provvedimenti, anche il sequestro di una nota gioielleria di corso Garibaldi, luogo di ricettazione dei materiali preziosi sottratti alle vittime. Non per tutti i coinvolti è scattata l'aggravante del metodo mafioso. Infatti, il sistema era talmente strutturato che alcuni degli esecutori, truffatori di professione, non erano consapevoli di lavorare più o meno direttamente per un clan della camorra.

Il modus operandi era simile in tutti i territori. Individuata la vittima, una persona colta e dall'eloquio fluente la contatava annunciando incidenti seri a qualche familiare. Attirata l'attenzione degli anziani, si procedeva alla richiesta di soldi o gioielli per sostenere le spese di soccorso. In diverse occasioni, i derubati hanno consegnato ai criminali anche oggetti dall'elevato valore affettivo, come la fede del marito morto. Preziosi che poi venivano rivenduti nella gioielleria sequestrata. La vergogna di aver subito un tale smacco ha portato molti dei truffati a non denunciare né avvertire i familiari per quanto accaduto. 

Dall'ordinanza della Procura di Napoli emerge che alcuni indagati sostengono di aver guadagnato fino a 200mila euro a settimana. Parte di questi proventi veniva versato all'Alleanza di Secondigliano, nello specifico al clan Contini. L'operazione, coordinata dal procutatore aggiunto Giuseppe Borrelli e dal sostituto procuratore Giuseppina Loreto ha visto la collaborazione di carabinieri e polizia, con particolare coinvolgimento delle città di Milano e Genova. 

Una scoperta che dimostra come la camorra sia in grado di allontanarsi dal sodalizio cruento dedito a omicidi, estorsioni e spaccio di droga, per differenziare i suoi sforzi e concentrarsi in settori molto redditizi e a bassissimo rischio. 

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