Rapimento Buglione: tre fermi. Minacciavano la famiglia con un nuovo sequestro

Accusati di sequestro di persona a scopo di estorsione. I tre sardi, fermati a Roma, avrebbero continuato a chiedere denaro all'imprenditore una volta liberato. Telefonate intercettate dai carabinieri

di 04/11/2010

Sono state fermate poco fa dai carabinieri di Castello di Cisterna, su decreto di fermo emesso dalla Direzione Investigativa Antimafia di Napoli, tre persone - due delle quali nate e residenti nel nuorese - ritenute dagli investigatori coinvolte nel sequestro di Antonio Buglione.

L'imprenditore fu rapito a Saviano lo scorso 12 settembre e liberato il 14 settembre nelle campagne di Marigliano.

Le tre persone, fermate nei pressi della stazione Anagnina di Roma, sono accusate di sequestro di persona a scopo di estorsione e avrebbero quindi agito per ottenere denaro.

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Secondo quanto si è appreso, anche dopo la liberazione di Buglione i tre avevano continuato a chiedere denaro a lui e ai suoi familiari minacciandoli, se non fossero stati pagati, di sequestrare nuovamente un componente della famiglia. Le loro telefonate sono state intercettate e i carabinieri li hanno anche filmati mentre contattavano la famiglia dell'imprenditore.