Rapimento Buglione: tre fermi. Minacciavano la famiglia con un nuovo sequestro

Accusati di sequestro di persona a scopo di estorsione. I tre sardi, fermati a Roma, avrebbero continuato a chiedere denaro all'imprenditore una volta liberato. Telefonate intercettate dai carabinieri

Sono state fermate poco fa dai carabinieri di Castello di Cisterna, su decreto di fermo emesso dalla Direzione Investigativa Antimafia di Napoli, tre persone - due delle quali nate e residenti nel nuorese - ritenute dagli investigatori coinvolte nel sequestro di Antonio Buglione.

L'imprenditore fu rapito a Saviano lo scorso 12 settembre e liberato il 14 settembre nelle campagne di Marigliano.

Le tre persone, fermate nei pressi della stazione Anagnina di Roma, sono accusate di sequestro di persona a scopo di estorsione e avrebbero quindi agito per ottenere denaro.

Secondo quanto si è appreso, anche dopo la liberazione di Buglione i tre avevano continuato a chiedere denaro a lui e ai suoi familiari minacciandoli, se non fossero stati pagati, di sequestrare nuovamente un componente della famiglia. Le loro telefonate sono state intercettate e i carabinieri li hanno anche filmati mentre contattavano la famiglia dell'imprenditore.

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