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Torre del Greco in marcia per le vittime di Genova. I familiari: "Verità subito, altrimenti..."

 

Novanta giorni dopo Torre del Greco torna in strada. Novanta giorni sono passati dal crollo del Ponte Morandi. Quarantatrè le vittime, quattro erano cittadini del Comune vesuviano. Giovanni Battiloro (29), Matteo Bertonati (26), Antonio Stanzione (29) e Gerardo Esposito (26) stavano andando in vacanza quando la strada è crollata facendo precipitare la loro automobile. 

Novanta giorni dopo quel ponte è ancora li e dei responsabili non c'è ancora traccia. Alla marcia organizzata dall'Associazione marittimi, insieme a 500 persone, partecipano anche i familiari dei quattro ragazzi. Sono in prima, fila, tengono su lo striscione, non trattengono le lacrime. E nemmeno la rabbia: "Novanta giorni e l'unica cosa che abbiamo visto è che le persone interpellate si sono trincerate dietro la facoltà di non rispondere - denuncia Roberto Battiloro, padre di Giovanni - Noi non ci fermeremo, la comunità di Torre del Greco è con noi e le nostre indagini proseguono. Termineranno solo quando arriveremo alla verità". 

Verità e giustizia sono anche le uniche parole che rompono il silenzio della marcia che sfila per le strade del centro. "Ci hanno ammazzato i figli - dice Clelia, la madre di Antonio Stanzione - Lo sapevano da 15 anni che quel ponte era pericolante, eppure non hanno fatto nulla. Mi hanno ucciso un bravo ragazzo e devono pagare". 

La manifestazione di Torre del Greco non è l'ultimo grido dei familiari delle vittime: "Non ci fermeremo mai - afferma Franco Esposito, papà di Gerardo - Se dopo questa marcia non ci saranno novità andremo fino a Genova e allora potrebbe accadere qualsiasi cosa". Verità e giustizia, l'unica via a disposizione di queste famiglie per tornare a guardar avanti. 

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