Tentato suicidio in carcere: "A Poggioreale mille detenuti oltre il limite di legge"

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"I tentati suicidi a Poggioreale sono in aumento, molti non arrivano all'esterno e restano in quelle mura". Pietro Ioia è un ex detenuto e ha fondato l'associazione Ex detenuti di Poggioreale per battersi contro le condizioni di degrado in cui versa la Casa circondariale di Napoli. 

Stamattina, 8 febbraio, è stato reso noto l'ennesimo tentato suicidio. Un carcerato ha ingerito detersivo e poi ha provato a impiccarsi. Fondamentale è stato l'intervento della polizia penitenziaria, che ne ha sventato la morte. "Il problema di Poggioreale è il sovraffollamento. Attualmente, nel carcere sono rinchiuse 2.500 persone. Ma la struttura è omologata per 1.550. Ciò vuol dire che ci sono quasi mille detenuti oltre il consentito". 

Le conseguenze di un tale sovraffollamento incidono sulle condizioni psicologiche di sta scontando una pena: "Le celle sono invivibili - prosegue Ioia - per ottenere una visita medica ci vogliono mesi, il cibo diventa colla perché la cucina è dimensionata per meno persone. Inoltre, anche per i parenti le difficoltà aumentano: sono costretti a lunghe file per poter incontrare i propri cari rinchiusi". 

In queste condizioni, anche il lavoro della polizia penitenziaria è molto complicato: "Ogni agente deve vigilare su 200 detenuti - afferma ancora Pietro - e per loro diventa molto stressante. Passano i Governi e i ministri, ma nessuno smantella il carcere di Poggioreale, una struttura che ha quasi 100 anni". 

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