Operazione "Tarantella", presunta truffa di una società campana ad Autobrennero Spa

Si ipotizza una mega truffa ai danni della concessionaria pubblica. I finanzieri sono entrati in azione a Napoli come in tutto il Paese alle prime luci dell'alba

Perquisizioni a Napoli ed in tutta Italia, alle prime luci dell'alba di oggi, da parte della guardia di finanza. Sono frutto di un'inchiesta della Procura di Trento, denominata "Tarantella".

Gli indagati, per una mega truffa, sono 47. L'indagine congiunta di polizia e fiamme gialle ha fatto emergere la frode ai danni della concessionaria dell'autostrada del Brennero, Autobrennero Spa.  L'ipotesi di reato per gli indagati è aver incassato in nero cifre astronomiche grazie a registratori di cassa truccati.

La presunta società truffatrice - con sede legale in Campania - era tenuta a pagare delle royalties sui prodotti venduti ad A22, società per conto della quale gestiva i punti vendita in appalto. Ogni prodotto era contrassegnato da una percentuale variabile: dal 5% fino al 49%. In particolare la vendita di prodotti tipici locali veniva incentivata con royalties molto basse, al 5%. L'accusa è di aver registrato sistematicamente come prodotti tipici beni che in realtà prevedevano royalties molto alte, fino al 49%.

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In alcuni casi, addirittura, i prodotti venivano fittiziamente “passati” al registratore per quelli sui quali l’Autobrennero non richiede contrattualmente una percentuale di vendita: CD, musicali, libri, riviste e generi di monopolio. Per quanto finora ricostruito la società in appalto avrebbe così sottratto ad Autobrennero Spa, nel giro di due anni, più di un milione di euro.

Oltre a questo la Guardia di Finanza ha anche scoperto una sistematica omissione degli scontrini nei momenti di maggior affluenza ed un'evasione dell'Iva legata al cambio di categoria del prodotto. Che la truffa fosse ben congeniata lo dimostrerebbe il fatto che i software dei registratori di cassa siano stati appositamente modificati: un tasto era stato programmato con un nome di fantasia per un prodotto inesistente ("panciotto" o "capriccio") battendo il quale si registrava come "esente" un prodotto soggetto sia alle royalties previste dal contratto con A22 sia, naturalmente, all'Iva. 

Ad accorgersi che qualcosa non andava è stata la polizia stradale, che ha segnalato la situazione alla guardia della finanza.

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