L'appello dei genitori di ragazzi disabili: "Non tagliate le cure"

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Una ghigliottina in piazza del Plebiscito, con tanto di esecuzione simbolica dei diritti dei diversamente abili. E' un'immagine forte quella che rappresenta la manifestazione nazionale 'Il welfare non è un lusso', che si è tenuta oggi pomeriggio a Napoli. Genitori di ragazzi disabili e operatori sociosanitari sono scesi in strada contro i tagli di Governo e Regione all'assistenza.

In particolare, in Campania c'è il rischio che le cooperative che da anni si occupato di anziani, disabili, malati psichiatrici vengano tagliate fuori dalla rete di assistenza. Il piano è che questi servizi passino al pubblico, ma la realtà racconta che le Asl non sono preparate qualitativamente e quantitativamente ad accogliere questi pazienti. 

Oltre al dramma di centinaia di lavoratori, c'è la paura di genitori e parenti nel veder regredire i propri cari in seguito al cambiamento di personale, struttura e terapia. Cambiamenti troppo drastici per pazienti che abbinano spesso un'invalidità motoria a un disagio psichico. E' il caso di Alessandra, una ragazza che oltre a problemi motori soffre di psicosi e si era chiusa in se stessa, rifiutando anche le medicine: "Gli operatori del centro L'Aquilone l'hanno aiutata a uscire dall'isolamento - racconta Erminia, la madre - Mia figlia è tornata a prendere le medicine e seguendo i laboratori ha scoperto un talento per la pittura. Con le sue opere siamo riusciti a organizzare una mostra al Pan. Alessandra era felicissima, si sentiva parte di qualcosa". 

Ma con il taglio delle cooperative, la figlia di Erminia rischia di tornare nel buio della sua anima: "Ho paura che regredisca - prosegue la madre - perché in tanti anni ha legato molto con gli operatori, che per lei sono diventati anche amici". Le storie sono decine, tra queste c'è Gaia, una giovane tetraplegica cui viene negato il trasporto scolastico: "Per consentirle di andare a scuola - spiega la madre Maria Tavano - ogni giorno la porto io, andata e ritorno, spingendo la carrozzina in salita e discesa. Eppure mia figlia avrebbe diritto non solo al trasporto, ma anche all'assistenza h24. Non abbiamo nulla di tutto ciò e il Comune ci garantisce solo 750 euro al mese, i quali servirebbero appena ad affittare una vettura adatta a Gaia per un paio di mesi". 

Sergio D'Angelo, presidente del Consorzio di Cooperative Gesco, attacca i Governi nazionali e locali di oggi e di ieri: "Da vent'anni sostituiamo il pubblico in tutti i servizi in cui è carente. Lo abbiamo fatto con professionalità e umanità. La scelta di tagliarci fuori comporterà due problemi. Il primo è quello occupazionale, il secondo riguarda i costi perché i pazienti che non riceveranno assistenza sociosanitaria nei centri si tradurranno in costosi ricoveri nelle strutture ospedaliere". 

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