"Così devono morire i pentiti": macabro falò a Castellammare di Stabia

Il rogo è stato appiccato intorno a mezzanotte nel rione Savorito, considerato una roccaforte del clan D'Alessandro

"Così devono morire i pentiti abbruciati": è l'inquietante scritta comparsa, su di uno striscione, accanto ad un falò acceso ieri a Castellammare di Stabia. Accanto al rogo, appiccato in un rione della città considerato roccaforte del clan dei D'Alessandro, il rione Savorito, anche un manichino.

Nella città stabiese è tradizione, la notte tra il 7 e l'8 dicembre, accendere falò. La festa religiosa però da tempo è diventata piuttosto una caccia alla legna tra gang per chi fa il fuoco più imponente.

La catasta è stata incendiata a mezzanotte, insieme al manichino e allo striscione. Tantissimi i presenti ad applaudire.

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Il commento: "Lo Stato si faccia sentire"

Le immagini del falò "sono un insulto alle vittime innocenti dei clan, allo Stato e alle Istituzioni tutte, alle donne e agli uomini delle forze dell'ordine e a tutte le persone oneste di quella città", ha commentato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli.
"Siamo al paradosso - prosegue Borrelli - La camorra viene addirittura enfatizzata nel corso di una festa tradizionale religiosa come quella dell'Immacolata. Nonostante il divieto del Comune sono stati accesi in diversi quartieri i cosiddetti 'fucaracchi'". "Spero - conclude Borrelli - che forze dell'ordine e la magistratura vadano a bussare al più presto alla porta degli autori di questo gesto vomitevole. È inaccettabile che la camorra possa consentirsi comportamenti sempre più arroganti e violenti anche in manifestazioni pubbliche. Lo Stato faccia sentire la sua presenza in questi rioni".

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