Spari contro Di Matteo, in manette il presunto mandante dell'estorsione

Si tratta del padre dei baby boss Emanuele e Pasquale. È stato arrestato stamane insieme a numerosi altri presunti appartenenti al clan

Ansa

Sarebbe Vincenzo Sibillo, padre dei baby boss Emanuele e Pasquale, il mandante dell'estorsione nei confronti della pizzeria Di Matteo, in via dei Tribunali, oggetto anche di una stesa nelle scorse settimane.

Mentre Emanuele è stato ucciso in un agguato quando aveva 19 anni, il 2 luglio 2015 nel corso della faida tra i Sibillo e Buonerba per il controllo dei Decumani, Pasquale venne arrestato ne l2016 a Terni dopo diversi mesi di latitanza nel corso dei quali continuava a guidare il suo gruppo.

Sibillo, 15 arresti tra omicidi e racket

Vincenzo Sibillo è tra i quattro finiti in manette all'alba di oggi per estorsione, in un colpo al clan che ha portato all'arresto in totale di 15 elementi. Il "pizzo" - spiegano gli inquirenti - era settimanale, ma con l'avvicinarsi della Pasqua le "tariffe aumentavano".

Da ritenersi collegato a queste richieste estorsive anche l'episodio avvenuto la notte del 25 febbraio scorso, quando la saracinesca della storica pizzeria di via dei Tribunali è stata crivellata di colpi.

Scacco ai Sibillo, 11 arresti: erano il terrore dei Decumani
Omicidio e detenzione di armi

Per quanto riguarda gli indagati per omicidio, undici, il provvedimento cautelare "prende in esame le condotte criminali di soggetti - fa sapere la polizia - che, già pienamente organici al clan Sibillo all'epoca della latitanza dei fratelli Emanuele e Pasquale Sibillo, che si resero latitanti dal 9 giugno 2015, sono poi assurti ad un rango apicale, quali referenti del clan, in seguito all'assassinio di Emanuele Sibillo, avvenuto il 2 luglio 2015, e all'arresto di Pasquale Sibillo, avvenuto il 4 novembre 2015".

Dalle indagini è emersa la contrapposizione sorta tra il clan Sibillo e quello dei Buonerba-Mazzarella, con lo scopo di acquisire la supremazia ed il controllo degli affari illeciti sul territorio di Forcella, della Maddalena, di via dei Tribunali e, più in generale, sull'area dei Decumani.

Tra le persone finite in manette anche il presunto secondo killer di Luigi Galletta, il meccanico di via Carbonara - vittima innocente di camorra - ucciso il 31 luglio 2015. Si tratta di Ciro Contini, soprannominato "il ribelle", nipote del boss dell'Arenaccia Eduardo Contini detto "'o romano".

L'arresto del presunto secondo killer del meccanico vittima innocente di camorra

Estorsioni alle pizzerie in via dei Tribunali

Quattro soggetti - sempre afferenti al clan della "paranza dei bambini" - sarebbero gli autori dell’estorsione, aggravata dal metodo mafioso, ad una nota pizzeria del centro storico. Tra loro appunto Vincenzo Sibillo. Gli esercenti del locale di via dei Tribunali - fa sapere la polizia - recentemente bersaglio di colpi d’arma da fuoco, da due anni erano costretti a versare settimanalmente il “pizzo” a esponenti dei Sibillo. La richiesta estorsiva peraltro aumentava in occasione delle principali festività: era funzionale a sostenere i detenuti affiliati al clan e le loro famiglie.

I commenti all'operazione

Il sindaco di Napoli e il presidente della Camera (oggi in città, al Circolo Posillipo) si sono complimentati con le forze dell'ordine per l'operazione. "Congratulazioni e complimenti alle forze dell'ordine e alla magistratura per questa ulteriore operazione, segno che lo Stato è presente", ha fatto sapere Luigi de Magistris.
Così Roberto Fico: "Il punto fondamentale è che arriviamo sempre a prendere, per il grande lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, giovani o grandi criminali che compiono atti criminali". "Il problema - ha proseguito - è che dopo non riusciamo ad essere fino in fondo nei luoghi dove lo Stato dovrebbe essere al 100%".

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