Processo per stalking a Quagliarella, l'imputato si difende

In aula l'agente della polizia postale accusato di aver perseguitato dei vip per ottenere dei benefit e piaceri

È stata la volta del poliziotto, accusato di stalking ai danni del calciatore Fabio Quagliarella ed altri vip, di difendersi in aula dinanzi al giudice Ernesto Anastasio del tribunale di Torre Annunziata. L'agente della polizia postale ha provato a negare ogni suo coinvolgimento nella vicenda alla base del trasferimento da Napoli del calciatore attualmente in forza alla Sampdoria. Il poliziotto alle domande del magistrato, del pm Barbara Aprea e delle numerose parti civili non riuscendo però a giustificare tutti gli addebiti mossi. La sua linea difensiva è basata sul fatto che non si occupasse personalmente delle indagini che riguardavano le persone sottoposte a minacce e ingiurie di ogni tipo. L'ipotesi accusatoria mossa nei suoi confronti è però più grave e articolata.

Secondo gli investigatori, il poliziotto inscenava delle finte lettere di minacce e calunnie ai danni di personaggi famosi che conosceva personalmente offrendosi poi di aiutarli in virtù del proprio ruolo nel reparto della polizia. In cambio, però, chiedeva una serie di benefit e piaceri fino a diventare invadente. Un passo falso che ha convinto, Quagliarella in particolare, a parlarne con altri amici “in vista”, come un avvocato amico di famiglia, scoprendo che anche loro erano vittime di queste minacce e capendo così che il comune denominatore delle lettere e dei messaggi era l'amicizia con il poliziotto.

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Da qui la denuncia a Milano e l'indagine poi passata alla procura di Torre Annunziata che accusa il poliziotto di essere il macchinatore di tutta la vicenda. Il calciatore è stato colui che ha subito le minacce e le calunnie peggiori visto che veniva accusato di essere legato alla criminalità organizzata stabiese e che sarebbero arrivate sul suo pc delle foto di minorenni che avrebbero fatto scattare delle accuse per pedo-pornografia. Accuse che arrivarono anche all'orecchio del suo presidente di allora, Aurelio De Laurentiis, che troncò tutti i contatti con lui, cedendolo improvvisamente a settembre.  

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