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Tocilizumab, Montesarchio: "Tra due mesi risposta definitiva sulla sperimentazione"

Vincenzo Montesarchio, a capo della sperimentazione del farmaco antireumatoide, commenta i risultati dell'Aifa sulla prima fase: "Obiettivi raggiunti in parte, ma siamo fiduciosi per l'esito finale"

 

Era atteso come il farmaco che ci avrebbe salvato dal Coronavirus, ma per sapere se e quanto le cure a base di tocilizumab sono efficaci dovremo attendere almeno altri due mesi. Moderatamente positivo anche se interlocutorio è stato il parere dell'Aifa, l'Agenzia del farmaco, sulla sperimentazione nata a Napoli dalla collaborazione tra Azienda ospedaliera dei Colli e Ospedale Pascale. 

"E' vero, gli obiettivi erano superiori ai risultati raggiunti, ma sono comunque abbastanza positivi da darci la forze di andare avanti con una sperimentazione di fase 3", afferma Vincenzo Montesarchio, direttore dell'Uoc di Oncologia del Monaldi e a capo della task force Tocivid-19. Per l'Aifa, la ricerca ha mostrato una 'moderata riduzione della mortalità': "L'obiettivo era dimostrare una riduzione del 20 per cento in 14 giorni e in trenta giorni. Non siamo riusciti a dimostrare questa contrazione della mortalità in due settimane, mentre ci siamo riusciti sui trenta giorni. E' un dato che mi conforta per diversi motivi. Innanzitutto, per la velocità con cui è stato realizzato questo protocollo. In secondo luogo perché molti dei pazienti trattati erano già in condizioni respiratorie complicate. Anche salvarne il 14 per cento è un risultato che mi dà molta speranza".

Il tocilizumab è un farmaco che interviene sull'infiammazione che causa la polmonite da Covid. In questi casi, il tempismo è fondamentale: "E' una cura più efficace se somministrata prima che il paziente venga intubato, o quanto meno che non sia stato intubato da molti giorni" specifica Montesarchio.

Lo studio, adesso, entra in quello che in gergo tecnico viene chiamata Fase 3. "E' quella che darà la risposta definitiva. O dentro o fuori. Si è partiti a grande velocità e ci sono già 500 pazienti arruolati in tutto il mondo. Credo che per avere un responso dovranno trascorrere non meno di due mesi. Io ci credo".  

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