Spari nel cortile del Pellegrini: "Non succede neanche nelle zone di guerra"

È allarme dopo l'episodio avvenuto nell'ospedale del centro storico la scorsa notte. Borrelli chiede presidi fissi di polizia, Verdoliva difende gli infermieri: "Sono disarmati e in prima linea"

Una notte terribile, quella scorsa al Vecchio Pellegrini. A pochi metri dal pronto soccorso – quindi all'interno del cortile della struttura ospedaliera – un uomo armato e dal volto coperto ha esploso colpi d'arma da fuoco. Spari nei confronti di un 22enne dell'Arenella, che era stato poco prima accompagnato al pronto soccorso da alcuni ragazzi perché ferito (sempre a colpi d'arma da fuoco) ad una gamba, e - secondo la testimonianza del chirurgo in servizio raccolta da NapoliToday - nei confronti dei suoi due accompagnatori. Questi, una 16enne ed un altro minorenne, sarebbero rimasti feriti di striscio dai proiettili del sicario ma avrebbero rifiutato le cure dei sanitari.
Intanto il 22enne è per ora ricoverato ancora nella struttura e si sta riprendendo.

Terrore al Vecchio Pellegrini, spari nel cortile

I commenti

Così, in una nota, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha commentato la vicenda: "Quello che è accaduto stanotte al vecchio Pellegrini è inaccettabile, è di una gravità inaudita e pone il tema assoluto della sicurezza, soprattutto notturna, dei presidi sanitari della nostra città. I pazienti, il personale ospedaliero e i medici devono stare e lavorare in condizioni di assoluta serenità e tranquillità perché già operano in contesti particolarmente complicati". "Ritorniamo anche al tema di cui si è parlato ieri: la città necessita, in particolare nelle ore notturne, di un presidio del territorio maggiore - ha concluso il primo cittadino - e questo lo si può garantire esclusivamente con un rafforzamento delle risorse economiche, umane e materiali".

"Ancora un gravissimo episodio all'interno di un ospedale", è invece il commento del presidente della Campania Vincenzo De Luca. "Un gravissimo atto criminale che va condannato con fermezza - prosegue - Ancora una volta vite messe in pericolo, quelle dei cittadini, ma anche dei medici e del personale sanitario". "Questo rende evidente che cosa significa il lavoro di risanamento della sanità campana e cosa vuol dire la riorganizzazione che stiamo realizzando anche nei confronti di banalizzazioni e aggressioni con toni offensivi subite nei mesi scorsi da migliaia di medici e sanitari impegnati ogni giorno, e che ogni giorno dimostrano sul campo il loro coraggio e la loro professionalità".

"Voglio esprimere solidarietà ai colleghi che questa notte hanno vissuto momenti di paura mentre erano impegnati a fare il proprio lavoro”, ha dichiarato Silvestro Scotti, presidente dell'Ordine dei Medici di Napoli. "Un episodio quello vissuto al Pellegrini – aggiunge Scotti – che deve essere stigmatizzato con decisione e che deve vedere una forte risposta da parte delle più alte cariche dello Stato, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Tra aggressioni e intimidazioni, si lavora ormai in condizioni proibitive".

Il video dal luogo degli spari

"I nostri operatori hanno continuato a svolgere il loro servizio fino a cambio turno, ma ciò che è accaduto questa notte, è il superamento di ogni limite possibile", ha commentato invece il commissario dell'Asl Napoli 1 Centro Ciro Verdoliva a Radio Crc. "Ringrazio tutto lo staff che ha eseguito il proprio lavoro egregiamente, ma ciò che mi chiedo è: dobbiamo arrivare ad essere ridicoli agli occhi di tutti fino a questo punto? La città con la "c" minuscola non deve assolutamente prendere il sopravvento su quella con la "C" maiuscola, non ne possiamo più. Tutto quello che sta accadendo è un vero e proprio teatro di guerra, ed i miei operatori, da professionisti quali sono, si posizionano in prima linea, disarmati. Non è più possibile accettare questo, nonostante il grandissimo lavoro ed il grandissimo sforzo che le forze dell'ordine e la magistratura stanno facendo per consegnare questi fetenti alle autorità".

Intanto i dipendenti dell'ospedale raccontano di “scene mai viste”, e raccontano che – dati gli spari ad altezza uomo – è stato “un miracolo che nessuno sia rimasto colpito”.

Episodi del genere, è il commento invece di Francesco Emilio Borrelli consigliere regionale dei Verdi, sono “cose che non accadono neanche nelle zone di guerra. Solo il caso ha voluto che non si verificasse un nuovo caso Noemi. C'è un'emergenza sicurezza ad un punto di non ritorno, servono i presidi di polizia negli ospedali”.

"La vicenda di questa notte - è invece il commento del capo della polizia Franco Gabrielli - dimostra il livello gangsteristico della criminalità napoletana in questo momento, che è anche legato all'azione di contrasto. La disarticolazione dei clan ha messo in circuito a volte delle modalità che poi hanno impatti per certi aspetti anche più preoccupanti". "Anche la vicenda della piccola Noemi sta lì a dimostrare l'esigenza da parte nostra di alzare quanto più possibile la guardia", ha quindi aggiunto. Per concludere: "Consentitemi di riaffermare il mio plauso a tutte le donne e a tutti gli uomini delle forze di polizia che garantiscono anche in un territorio così complicato livelli di sicurezza accettabili".

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