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Spari a San Giovanni, la Fondazione: "No a passerelle, i politici vengano ad aiutare"

La responsabile Anna Riccardi: "Invito tutti quelli che mi hanno telefonato a venire qui il 18 settembre per raccogliere fondi per il sistema di videosorveglianza. Se non vengono hanno la coscienza sporca".

 

"Le passerelle istituzionali non servono a nulla. I politici, piuttosto, vengano ad aiutarci a raccogliere fondi per la videosorveglianza". Delusa, stordita ma non doma. Anna Riccardi, la responsabile della Fondazione Famiglia di Maria, la cui sede è stata colpita da proiettili di pistola, è pronta a ripartira: "Non posso negare di avere paura - ma se ho scelto di operare in questo quartiere non posso tirarmi indietro". 

Il quartiere è San Giovanni a Teduccio, e la Fondazione è a pochi metri da dove, ad aprile, si verifcò un agguato davanti a una scuola elementare: "Quell'episodio aveva una matrice chiara - afferma Anna - mentre non riesco a spiegare ciò che è successo qui. Famiglia di Maria è amata nel quartiere, ci sono molti genitori che partecipano, accogliamo i minori del territorio. Che cosa volevano dimostrare?"

L'episodio è avvenuto nella sera del 11 settembre. Un proielli ha forato la prima porta di legno, la seconda porta anotizzata, ha attraversato tutto l'ingresso e si è conficcato nel muro, dopo aver bucato un pannello con le foto dei bambini. Ad accorgerse sono state le donne che si occupano delle pulizie il giorno dopo. Non è chiaro il movente, potrebbe essere un avvertimento o una delle tante stese che, purtroppo, animano il Rione Villa di San Giovanni. "Svolgiamo progetti di educativa territoriale, abbiamo vinto un bando per prevenire la violenza di genere. Anche dopo episodi del genere devo trovare la forza di dare ai miei ragazzi che un mondo migliore è possibile". 

Dopo l'agguato di aprile, tutte le istutuzioni, locali e nazionali, hanno transitato a San Giovanni. Nel quariere è cambiato poco o nulla e le forze dell'ordine devono fronteggiare le emergenze con risorse insufficienti. "Ringrazio il commissariato locale che ci è vicino in queste ore. Ho ricevuto molte telefonate da istituzioni e politici. Li ringrazio, ma li invto a enire qui il 18 settembre, quando proveremo a raccogliere i 10mila euro che ci servono per un impianto di videosorveglianza. Se non ci saranno, allora vuol dire che hanno la coscienza sporca". 

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