Carceri: a Poggioreale in 9 in una cella e file di ore per le visite

Problemi di sovraffollamento al carcere di Poggioreale dove in alcuni casi si arriva a stare in 9 detenuti nella stessa cella. Problemi anche per i parenti che devono sostenere file di ore per i colloqui

di Gaetano Trocciola 15/06/2010
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Corrado Gabriele, e la garante dei detenuti Adriana Tocco si sono recati in visita al carcere di Poggioreale, uno dei più grandi d'Europa con 2666 detenuti e le celle affollate, tant'è che in alcune ci sono stipati addirittura 9 detenuti.

Gabriele e Adriana Tocco hanno visitato due reparti, il Firenze e il Salerno, hanno parlato con il direttore, Cosimo Giordano e hanno incontrato alcuni detenuti. Il problema del sovraffollamento c'è e come. Nella cella è quasi tutto incastrato: ci sono i letti a castello, c'è qualche armadietto e sopra le conserve accatastate. E poi una piccola porta, un piccolo lavabo e lì, proprio lì, dentro quella sorta di cucina, dietro una tendina c'è il water. Niente docce, non in quel reparto.

A Poggioreale, anche in estate la doccia si fa due volte alla settimana. Ma, intanto, fa caldo. "Di notte qui non si respira - racconta Enzo - Siamo nove in una cella, c'è una sola finestra e quando alle 21.30 chiudono la porta blindata qui si soffoca". In nove in una cella, appunto: "Con un solo bagno e con uno scarico che spesso non funziona. Tutti in piedi non ci possiamo stare, stiamo stretti. Qui si fanno i turni anche per stare alzati". Un detenuto spiega: "Qui dobbiamo fare i turni per stare in piedi."

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Un altro aspetto emerso dalla visita riguarda i colloqui. Si aspettano ore prima di entrare: si fa la fila in strada e si dentro. Quindi si passa in un cortile, lo stesso, sia che piova, sia che ci sia il sole e si scopre che, a Poggioreale, per accedere ai colloqui, si arriva lì davanti anche di notte.
I parenti, soprattutto donne, stanno in fila per ore con i loro sacchi blu dove sono sistemati gli oggetti che occorrono ai detenuti come lenzuola, abiti e cibo. Davanti all'entrata ci sono delle transenne, c'è chi per il caldo si sente anche male. E così una donna ha deciso di montare un ombrellone poco distante e su un tavolino raccoglie firme per il Camper della Speranza: "Giovedì qui davanti facciamo una protesta. Non è giusto che i nostri mariti e figli vengono trattati così. Sono troppi in una cella, troppi si ammazzano. Hanno sbagliato ma non sono animali".

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Avatar anonimo di lino

poggioreale

lino:

io ho la sfortuna di recarmi ai colloqui a poggioreale, in primiss noto che la transenna che e stata creata davanti al portone, manca delle piu elementari metodi di sicurezza di costruzione avendola costruita ad imbuto, larga dietro e stretta d' avanti.

poi nel cortile principale, zona di utenza vasta, ci sono solo due servizi igienici.

nonostante prima di accedere alle sale colloqui, ti danno una cassetta per potere depositare gli oggetti che sono vietati portare nelle sale di colloqui, non ti permettono di accedere nel cortile (onde evitare registrazione di come vengono trattati i familiari dei detenuti il telefonino) perche dentro il cortile ce tutta la vergogna di un stato civile

le attese delle file, sono colpa della carenza di personale degli aggenti di custodia, i quali anche loro si massacrano di lavoro, dove la la capienza dei detenuti si radoppia, il personale di guardia e di pubblico lavoro resta sempre lo stesso.

vorrei adesso fare una considerazione, e giusto che chi sbagli paga ma mi chiedo visto che il popolo italiano  con accesso al g7 quindi civilissimo e la stessa giustizia e esercitata nel nome del popolo, tale popolo  non si sdegna sapendo che nei carceri italiani i detenuti hanno meno spazio degli animali, e che centra con la punizione la mancanza dei piu elementari servizi igienici.

 

il 13 luglio del 2010 segnala