Sequestro da un milione per i narcos dei Licciardi a Roma

Beni sequestrati ai fratelli Esposito, figli di Luigi alias “Giggino Nacchella” esponente del clan di Secondigliano

Un tenore di vita del tutto sproporzionato rispetto ai redditi percepiti e dichiarati. Per questo motivo la sezione misure di prevenzione del tribunale di Roma ha ordinato un sequestro di beni ai danni di due narcos napoletani, Salvatore e Genny Esposito, figli del Luigi “alias Gigino Nacchella”, ritenuto uno storico esponente del clan Licciardi di Secondigliano. In totale sono stati sottratti beni al gruppo di narcos per un totale di circa un milione di euro. A richiedere il provvedimento è stata la Dda di Roma che già si era interessata del gruppo criminale lo scorso 21 marzo ottenendo una serie di arresti ai danni di 19 esponenti.

Secondo gli investigatori, il gruppo operava tra San Basilio e il litorale romano. I carabinieri del comando provinciale capitolino hanno apposto i sigilli a un appartamento e due box a Roma, un locale commerciale a Nettuno, una barca, diverse società, alcune intestate a prestanomi e circa 20 rapporti finanziari aperti presso istituti di credito e società di gestione risparmio in diverse regioni italiane. L'indagine patrimoniale ha riguardato gli dal 2013 al 2016. I narcos erano specializzati nel traffico di cocaina.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Per aggiornamenti ROMATODAY

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, tutti gli aggiornamenti del 5 aprile a Napoli e in provincia

  • Lettera ai figli dopo la morte: "Quando la leggerete non ci sarò più"

  • Scossa di terremoto nella notte: preoccupazione nell'area flegrea

  • Igiene orale e difese immunitarie: qual è la connessione?

  • Casatiello napoletano: la ricetta di Enrico Porzio

  • Il lockdown di Valentina Nappi: "Senza mutande a casa col mio ragazzo e un pitone"

Torna su
NapoliToday è in caricamento