Capri, anche gli alberghi sversavano liquami in mare

Anche alcuni alberghi di Capri sversavano i liquami direttamente in mare, dopo avere allacciato abusivamente le proprie condotte fognarie a quella del depuratore di Occhio Marino

di Redazione 02/09/2010

Dopo il sequestro del depuratore di Capri, dai controlli dei carabinieri sono emersi nuovi elementi: anche alcuni alberghi dell'isola sversavano i liquami direttamente in mare, dopo avere allacciato abusivamente le proprie condotte fognarie a quella del depuratore di Occhio Marino.
Gli alberghi (alcuni dei quali anche noti) dovrebbero dotarsi di vasche di raccolta per i liquami e affidare lo smaltimento a ditte autorizzate. Ma trasportare i rifiuti sulla terraferma e depositarli nelle discariche autorizzate costa molto: perciò diversi albergatori avrebbero preferito la soluzione più economica, quella dell'allacciamento abusivo al depuratore. Quando l'impianto è andato in tilt a causa dell'eccessiva quantità di rifiuti da smaltire, i liquami degli alberghi sono finiti in mare.

Annuncio promozionale

L'obiettivo degli investigatori è capire come siano stati possibili gli allacciamenti e perché nessuno li abbia individuati prima dei carabinieri.
Nell'inchiesta sono indagati il sindaco di Capri, Ciro Lembo, e l'amministratore della Gori, società che gestisce l'impianto, Giovanni Marati. Lembo è accusato di avere emesso illegalmente le ordinanze con le quali invitava la Gori a smaltire in mare le acque nere dell'isola. Alla luce degli accertamenti compiuti sulle condotte, gli investigatori non escludono nuovi sviluppi.