Sequestrate otto aziende: lavoratori in nero e rifiuti stoccati ovunque

I responsabili sono ritenuti essere 10 persone, tutti italiani ad eccezione di una donna ucraina residente in Italia

Otto aziende del vesuviano sono state sequestrate dalla guardia di finanza di Torre Annunziata. L'operazione – che partiva da alcuni controlli della compagnia di Casalnuovo effettuati nei mesi scorsi – era volta al contrasto all’abusivismo commerciale e ai reati ambientali. Contestualmente, sono stati scoperti oltre 1.600 tonnellate di rifiuti speciali illecitamente stoccati e smaltiti.

Oltre all’utilizzo di manodopera in nero, erano già state rilevate nei precedenti controlli gravi violazioni alle normative su stoccaggio e smaltimento dei rifiuti. In particolare, era stata riscontrata una illecita attività di gestione di rifiuti speciali non pericolosi derivanti dall’industria tessile, con il conseguente sequestro, oltre che di 2 complessi aziendali, di circa 200 tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi.

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L'operazione

Sono stati quindi a questo punto controllati altri 12 capannoni relativi ad aziende del medesimo settore economico. Anche in questa circostanza, è stato appurato innanzitutto che usavano manodopera in nero: 26 lavoratori erano privi di regolare inquadramento contrattuale e contributivo. In alcuni casi queste imprese operavano anche in totale assenza di autorizzazioni al trattamento dei rifiuti, ovvero conservando capi di abbigliamento dismesso in buste di plastica e collocandolo insieme ai rifiuti derivanti dalle operazioni di cernita e taglio. Mancavano anche locali e macchinari utili all’igienizzazione degli indumenti. Infine, il titolare dell’attività non è stato in grado di esibire la certificazione relativa all’avvenuto trattamento di sanificazione, né i documenti fiscali riguardanti l’acquisto degli abiti usati.

In altri casi ancora, le imprese stoccavano quantità di rifiuti di gran lunga superiori a quelle autorizzate. Ad esempio a Cercola un capannone era stato adibito di fatto a discarica abusiva, utilizzato presumibilmente da diverse aziende.

Il sequestro

Sono stati in totale sequestrati otto complessi aziendali, costituiti da 12 capannoni ed aree attigue per circa 6mila mq, nonché svariati macchinari industriali ed oltre 1.600 tonnellate di rifiuti speciali. I responsabili sono ritenuti essere 10 persone, tutti italiani ad eccezione di una donna ucraina residente in Italia. Sono stati denunciati alla competente Procura della Repubblica di Nola per illecita gestione di rifiuti.

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