Scuola al via, protestano i genitori dei ragazzi disabili

Mentre il numero, in regione, degli iscritti con necessità di sostegno è di 22mila, gli insegnanti sono la metà. Le associazioni denunciano: "Il rapporto dovrebbe essere di uno a uno"

Scuola

Stamane la campanella è suonata per la prima volta dell'anno scolastico per più di 700mila studenti campani, 160mila solo tra Napoli e la provincia. Anche quest'anno il tema della disabilità è al centro del dibattito: nella regione, secondo l'associazione “Tutti a Scuola”, mancherebbero 8mila docenti di sostegno: domani l'associazione porterà genitori e figli a Roma, in piazza Montecitorio, per chiedere al Governo di occuparsi dei disabili.

In Campania ci sono 1.035 scuole, in molte di queste le lezioni sono iniziate già la settimana scorsa. Mentre nelle settimane passate l'Ufficio scolastico regionale della Campania sistemava le ultime immissioni in ruolo (875 nuovi docenti), i genitori dei bambini disabili intraprendevano la consueta battaglia per ottenere un insegnante di sostegno per i loro figli. Parliamo di 22.162 bambini disabili e ragazzi disabili, inseriti nelle scuole di ogni ordine e grado.
Il rapporto tra insegnanti di sostegno e disabili è molto inferiore rispetto alle reali necessità. Toni Nocchetti di “Tutti a scuola” specifica che “per i 22 mila disabili della Campania ci sono solo 11mila docenti, ne mancano almeno 8mila. E ogni anno questo numero diminuisce”.

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“La cosa più grave – aggiunge Nocchetti – è che tutti i ricorsi al Tar che i genitori hanno vinto in questi anni sono completamente ignorati. Il Governo deve capire che il sostegno è un diritto e deve essere riconosciuto il rapporto uno a uno, un bambino un insegnate”. La Campania è la terza regione d'Italia per la presenza di iscritti disabili nelle scuole. In testa c'è la Lombardia (32.885), seguita dal Lazio (24.417).

Ma per la scuola campana i problemi non finiscono qui: accorpamenti scolastici, scuole mai ristrutturate, mancanza di asili nido. Meglio invece la situazione mense, dopo il caos dello scorso anno quando alcuni istituti decisero di autogestire la materia. La refezione nelle scuole napoletane prenderà il via il primo ottobre, come previsto.

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