Don Bosco, ipotesi scioglimento per infiltrazioni camorristiche

L'ospedale si è ritrovato al centro dell'inchiesta della magistratura sull'Alleanza di Secondigliano

Il San Giovanni Bosco

La questione dell'ospedale San Giovanni Bosco, secondo gli inquirenti – nell'ambito dell'inchiesta sull'Alleanza di Secondigliano – struttura con pesanti infiltrazioni camorristiche, è stata presa in esame dal Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Il San Giovanni Bosco, per le risultanze investigative, era “base sociale” del sodalizio tra clan.

Fonti del Viminale rendono noto che sono stati raccolti gli elementi per verificare la sussistenza o meno di interferenze mafiose all'interno della struttura sanitaria, da cui dipenderà poi una eventuale decisione del prefetto sullo scioglimento per infiltrazioni camorristiche.

Alla riunione del comitato, presieduta dal ministro dell'Interno Matteo Salvini, hanno partecipato il procuratore Nazionale Antimafia, i procuratori distrettuali antimafia, i vertici delle strutture di intelligence e delle forze dell'ordine, il capo del dipartimento della amministrazione penitenziaria.

La Procura: "Don Bosco sede della camorra"

Intanto il commissario dell'Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva difende i dipendenti onesti del Don Bosco. “Comprendo che a volte possa essere difficile andare avanti senza farsi prendere dallo sconforto, essere additati come criminali o collusi. Il tempo, però, è galantuomo – risponde ad una missiva di un'infermiera – Oggi tutti ci attaccano è ancora una volta puntano il dito contro la solita Napoli del malaffare, molti lo fanno per qualunquismo, altri per strumentalizzazione politica. Altri ancora solo per ignoranza. Purtroppo, anche questo per onestà va detto, abbiamo prestato il fianco. Io dico che il lavoro svolto dalla magistratura è un lavoro preziosissimo, perché ci aiuta a fare pulizia e riportare la luce in zone di grande oscurità. Tutti noi che lavoriamo con grande impegno in una Sanitá difficile è schiacciata da decenni di malversazioni paghiamo un prezzo molto alto. Per ciascuno che non fa il proprio lavoro o che peggio ancora si presta al malaffare, altri 10 sono chiamati a supplire e a fare più del dovuto. Per esperienza le dico che è nelle difficoltà che le grandi squadre ottengono i successi più luminosi”.

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