Gli ispettori dell'Unesco, da ieri impegnati in un sopralluogo agli scavi di Pompei, sono oggi al sito archeologico di Ercolano. Ad accogliere i due archeologi francesi Alix Barbet esperta di pratiche decorative dell'epoca romana e direttore del centro di ricerca del Cnrs, e Jean-Pierre Adam, la direttrice del sito di Ercolano, Maria Paola Guidobaldi. "In assoluto direi che nell'anno in cui Pompei ed Ercolano son state dichiarate Patrimonio dell'Umanità, nel 1997, a prescindere da singoli episodi come dissesti e crolli che possono essere fisiologici in una quantità di patrimonio sterminata, il panorama generale degli Scavi era molto peggiore".
Prima di allora, sottolinea la Guidobaldi, "Ercolano era sull'orlo del collasso, praticamente un campo di rovine e quindi credo sia tangibile e visibile il miglioramento generale. E questo vale anche per Pompei dove tutto il programma di manutenzione del verde è partito da metà anni Novanta in poi e ha riportato in luce le mura".
Annuncio promozionale
Fondamentale sul sito pompeiano il controllo della vegetazione. "È stato un investimento davvero capitale e comunque una serie di altri interventi diffusi rendono nel complesso il quadro di Pompei, al di là dei singoli episodi che si son manifestati, nettamente superiore a quello del 1997. Bisogna lavorare sul come rendere efficace la macchina tenendo conto dei problemi oggettivi che ci sono".
Commenta