Bancarotta per Scaturchio, sequestrate le quote societarie

I finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli stanno eseguendo a Roma e Benevento tre ordinanze interdittive. La storica pasticceria napoletana fondata nel 1905

di Redazione 12/01/2012
La pasticceria Scaturchio
La pasticceria Scaturchio

    I finanzieri del comando provinciale della guardia di finanza di Napoli stanno eseguendo in queste ore a Roma e Benevento 3 ordinanze di misure cautelari del divieto di esercitare attivita imprenditoriali e il sequestro di una società, per bancarotta fraudolenta, di oltre 11 mln di euro, della pasticceria ''Scaturchio fondata nel 1905 e balzata agli onori della cronaca anche per aver servito pontefici e personalita' politiche partecipanti al G7 tenutosi a Napoli nel 1994.

    Secondo i finanzieri, che hanno svolto indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli, sono emerse "gravi responsabilità a carico degli indagati" che, "in concorso con i soci della storica azienda partenopea, hanno contribuito al depauperamento dei beni aziendali ai creditori sociali sottraendo anche consistenti somme al fisco, creando cosi' un debito erariale per oltre 11 milioni di euro".

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    Secondo quanto accertato dalle indagini, svolte dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, fin dal 2004 l'impresa 'Giovanni Scaturchio' - dichiarata fallita con sentenza del 18 dicembre 2009 - aveva accumulato debiti erariali per circa otto milioni di euro e che proprio in quel periodo l'allora amministratore della società Walter Cannatello (poi deceduto) aveva concesso in fitto il 'gioiello di famiglia' a società che si erano dichiarate, solo formalmente, in grado di ripianare interamente la imponente situazione debitoria della prima e di riorganizzare l'azienda adottando un 'articolato piano industriale'.

    Le misure interdittive sono state disposte per Paolo Ferrara Scarfoglio, Alberto Kunz e Pasquale Ucci ritenuti responsabili, in concorso tra loro e con Nicola Scaturchio e Walter Cannatello del reato di bancarotta fraudolenta; sequestrate le quote della società 'Scab srl'. Le investigazioni hanno consentito di accertare che prima Scarfoglio e Kunz, quali gestori di fatto della società Scab, affittuaria di Scaturchio dal 2005 al 2007, e poi Pasquale Ucci, quale gestore di fatto della società 'Turistiche Alberghiere srl' nel frattempo oggetto di provvedimento di sequestro del giudice civile, società affittuaria della medesima azienda dal 2007 fino al fallimento, in realtà non avevano adempiuto ad alcuno degli obblighi contrattuali, persino contribuendo a far aumentare l'importo dei debiti verso l'erario ad oltre undici milioni di euro. La Scab e la Turistiche Alberghiere, a loro volta evasori totali, erano società create ad hoc allo scopo esclusivo di 'gestire' l'azienda Scaturchio attraverso 'teste di legno', mere esecutrici delle direttive emanate da Scarfoglio e Kunz da un lato e Pasquale Ucci e dai suoi collaboratori dall'altro.

    Così gli indagati hanno concorso a distrarre dal patrimonio aziendale di Scaturchio somme rilevantissime, circa tre milioni di euro, derivanti da profitti ricavabili dall'azienda che, come ha sostenuto il curatore fallimentare, era "una macchina perfetta capace di sopravvivere autonomamente" grazie allo "spontaneo sincronismo tra le forze lavoro". Risultate aperte anche altre sedi senza alcuna autorizzazione.