Trasfusione con sangue infetto nel '76, 700mila euro agli eredi di una donna

La trasfusione avvenne presso il Loreto Mare: contrasse l'epatite C

Immagine d'archivio

Settecentomila euro. È quanto lo Stato dovrà pagare agli eredi di una donna napoletana che nel 1976 fu emotrasfusa con sangue infetto dal virus HCV, quello dell'epatite C.

La trasfusione avvenne presso il Loreto Mare. Fino al 1995 non ebbe problemi, poi esami fecero emergere la positività al virus che la portò al decesso per l'aggravarsi di una cirrosi epatica.

Gli eredi della donna nel 2016 conferirono mandato all’avvocato Maurizio Albachiara per farsi assistere nella vertenza contro il Ministero, con richiesta dei danni morali e danni da perdita del rapporto parentale.

Il Tribunale di Napoli, con sentenza del 15 novembre 2019, ha condannato il Ministero della Salute, dichiarando la sua responsabilità per totale omissione dei necessari controlli in ordine alla sicurezza e tracciabilità del sangue. Rigettata l’eccezione di prescrizione sollevata dalla controparte: per il danno da perdita del rapporto parentale il termine di prescrizione è decennale, e parte dalla data del decesso.

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