Procede l'iter burocratico ed amministrativo della nuova manovra finanziaria con l'ultima novità in ordine di tempo. Spazio allora alle feste laiche. Contrariamente a quanto deciso inizialmente, infatti, queste non saranno rinviate alla domenica. Quindi restano in vigore il Primo Maggio, 25 aprile e 2 giugno. Va male, invece, per le feste patronali. San Gennaro compreso. Salva la festa di Roma, Santi Pietro e Paolo, impossibile da sopprimere per una questione di Concordato con la Chiesa.
I COMMENTI - Salvatore Ronghi, ex vicepresidente del Consiglio Regionale della Campania: "Il Senato ha sancito che San Gennaro è declassato a Santo di serie b confermando la sola festività di San Pietro e Paolo a Roma: è proprio il caso di dire che questa classe politica non lascia in pace nemmeno i Santi. La cosa più grave è che non c'è stato uno straccio di senatore che abbia tentato una minima difesa di San Gennaro e, in generale, dei Santi Patroni. Invece di tagliare concretamente i costi della politica se la prendono con i Santi e con le tradizioni mettendo in campo un attacco tendente a smantellare l'identità dei territori e ciò che li rappresenta. Spero che i napoletani non dimentichino e propongo al cardinale Sepe di precludere l'accesso al nostro Duomo, particolarmente nella circostanza del Miracolo di San Gennaro, a quei politici che non perdono occasione di utilizzare mediaticamente il Santo Protettore della nostra città salvo, poi, fregarsene quando si tratta di difenderne la festività e la fede dei napoletani".
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