Ancora incerto il futuro delle famiglie rom di Cupa Perillo

Le famiglie rom che dall'incendio del campo di Scampia vivono nell'Auditorium intitolato a Fabrizio De Andrè, sono ancora perplesse sull'utilizzo dei soldi messi a disposizione dal Comune. Lo scrive in una lettera il Comitato Abitare Cupa Perillo

Comunità Rom e Comune ancora non trovano la via per risolvere la situazione delle famiglie Rom di Cupa Perillo che dal giorno dell'incendio del campo di Scampia vivono all'interno dell'auditorium. A tal proposito,  il Comitato Abitare Cupa Perillo, associazione di promozione sociale onlus a chi Rom... e chi no, scrive una lettera aperta per fare il punto della situazione. 

 "Con la fine dell'anno per le famiglie rom presenti in Auditorium dal 27 agosto, arriva anche la notizia dell'approvazione di una delibera di giunta con la quale viene stabilito lo stanziamento di un fondo di circa 50 mila euro per "la realizzazione di interventi a sostegno all'autonomia e definitiva fuori uscita dai sistemi dell' accoglienza in emergenza dei nuclei rom accolti presso l'Auditorium di Scampia".

5000 euro per lasciare l'Auditorium: "Ne vogliamo di più"

La comunicazione alle famiglie, avviene ad un tavolo largamente composto e convocato dall'assessore al Welfare che per l'ennesima volta dimostra di accogliere con fatica le richieste del Comitato Abitare Cupa Perillo di essere parte attiva, soggetto protagonista e organo di concertazione per l'elaborazione delle scelte che riguardano la comunità rom e il destino del territorio di Cupa Perillo.

Alle perplessità riguardanti le modalità di questa scelta, se ne aggiungono altre di natura tecnica riguardanti la delibera, le sue linee di indirizzo e le modalità con cui si sta realizzando questo intervento che pone con chiarezza due punti: la concessione, in presenza di determinati requisiti richiesti, di un contributo di circa 5000 euro a famiglia - se si vogliono considerare 10 famiglie con nuclei di 13, 8, 10 persone - e l'impegno delle famiglie a garantire l'iscrizione /frequenza dei bambini a scuola e definire un percorso di accesso ai servizi per il supporto all'inclusione attiva; e contestualmente - la sottoscrizione della rinuncia personale alla definitiva accoglienza presso l'auditorium dell'VIII Municipalità di Scampia.

Nulla viene specificato in riferimento a cosa si intende circa i percorsi di inclusione, a cosa siano finalizzati nel concreto questi percorsi e cosa il contributo debba andare a sostenere. Un affitto? l'autocostruzione? Nessun riferimento a come e chi debba lavorare al superamento delle difficoltà di accesso al mercato delle abitazioni, delle problematiche relative alla mancanza di documenti di regolarità, di come possa essere garantita, sostenuta la frequenza scolastica dei bambini nelle ipotesi più vaghe di una collocazione altrove per le famiglie, di quale siano le prospettive per queste famiglie una volta esaurito il contributo.

Contributo che forse andrebbe inteso come sostitutivo di quella permanenza temporanea supposta mesi fa con la richiesta di disponibilità di utilizzo della Caserma Boscariello. Domande che restano purtroppo senza una risposta, che hanno determinato nelle famiglie dell' Auditorium momenti di grande sconforto e disorientamento, si sono trovate in difficoltà nella compilazione delle domande, per l'assenza di una buona mediazione, con i funzionari del comune che si comportano da burocrati e non da persone interessate a fare una mediazione reale, nell'incertezza assoluta di cosa sarà il proprio destino più prossimo e quello dei mesi in avvenire, in assenza di programmi certi, di prospettive possibili riguardanti il futuro anche delle restanti famiglie a Cupa Perillo e dello stesso territorio in cui risiedono.

Di certo c'è il percorso costante di affiancamento, sostegno, confronto e crescita comune con le famiglie rom e la rete territoriale che si arricchisce di momenti di grande valore simbolico e sociale come la piantumazione della quercia antirazzista in occasione del pranzo conviviale organizzato in auditorium durante le feste natalizie gentilmente donata in memoria di Giuditta Maffei. 

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