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Discariche incendiate, i cittadini: "Respiriamo veleno"

In Contrada Pisani, quartiere Pianura, ogni settimana si registra un rogo. Tra i rifiuti dati alle fiamme ci sono scarti edili, oggetti in plastica e vernici. L'area è di proprietà dell'Eav, ma nonostante le pressioni della Municipalità l'Ente non vuole bonificare

 

Passeggiando per Contrada Pisani è difficile immaginare di essere a Napoli, nella terza città d'Italia. Si tratta di un'area periferica del quartiere Pianura. Non c'è illuminazione pubblica, non ci sono le fogne e i palazzi sono costruiti, letteralmente, su una collina fatta di immondizia. 

Lo stato di abbandono e la collocazione geografica, lontano da arterie principali, rendono Contrada Pisani il luogo ideale per chi cerca un posto per sversare illecitamente rifiuti speciali. Avviene di notte, quando i residenti dormono. I camion arrivano e sversano tonnellate di scarti edili, oggietti in plastica, bidoni di vernice, lungo il costone che fiancheggia i binari della Cumana. 

Quando i cumuli diventano abbastanza alti, una mano fantasma li incendia, costringendo i cittadini a respirare esalazioni dannose per la salute. Via Pisani conta circa 4mila abitanti, una chiesa, una scuola elementare e una media. Ogni giorno centinaia di bambini la percorrono. "Assistiamo almeno a un rogo a settimana - denuncia Francesco Boccia, un residente - non abbiamo idea di cosa respiriamo. Se si smuove un po' il terreno esce di tutto. Nonostante le numerose denunce nessuno è mai intervenuto. Abbiamo chiesto alle istituzioni cittadine una bonifica e un sistema di videosorveglianza, per poter prevenire il formarsi di nuovi cumuli". 

Eppure, la bonifica non appare cosa semplice. La piccola scarpata dove si concentra la maggior parte dei rifiuti scaricati illecitamente, sarebbe di proprietà dell'Eav, Ente autonomo Voluturno, che controlla la Ferrovia Cumana. "Ho sollecitato diverse volte l'Eav a eseguire una bonifica - afferma Massimo Carandente, consigliere Pd della Municipalità Pianura-Socavo - ma secondo l'azienda sono i cittadini a dover controllare questa zona. Come se non bastasse, alcuni dei punti in cui viene sversata l'immondizia pare non siano di competenza comunale, bensì una proprietà privata, il che rende ancora più complesso l'iter amministrativo". 

Intanto, cresce la paura tra i residenti: "Sono preoccupato per la salute mia e di mia moglie - conclude Francesco Boccia. Viviamo qui da tre anni, da quando ci siamo sposati. Avevamo in programma un figlio, ma con questa situazione abbiamo deciso di non volerlo far crescere qui". 

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