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Barbieri e parrucchieri riaprono: "Emozionati come il primo giorno"

Il settore del capello alla prova delle nuove disposizioni, tra distanze di sicurezza, prodotti igienizzanti e attrezzature monouso

 

Per la prima volta il lunedì non è sinonimo di barbieri chiusi. Il destino ha destinato al primo giorno della settimana, insolito per chi lavora con i capelli, la riapertura dei saloni. Gli artigiani delle forbici sono messi alla prova delle nuove disposizioni anti-covid: accesso contingentato dei clienti, prenotazione obbligatoria, attrezzature monouso, prodotti igienizzanti. 

Le sensazioni sembrano positive, la voglia di ripartire che controbilancia il disagio per il rispetto di tutte le norme: "Mi sembra il primo giorno di una nuova attività, provo la stessa emozione" ammette Raffaele Lepore, barbiere di via Foria. I clienti entrano con le mascherine, in locali sanificati: "Diamo ancora più attenzione all'igiene, ma per chi lavorava già con le prenotazioni non è cambiato molto" spiega Raffaele Lanzetti de I Lanzetti total look, ammentendo però che "...prevediamo un calo del 30 per cento dei clienti. Per adesso va bene così, era importante riaprire". 

C'è chi parla con un pizzico di nostalgia perché "...il barbiere è un luogo di socialità, è triste vederci distanti e isolati l'uno dall'altro". Secondo altri, invece, questa situazione ha risvolti positivi per i clienti: "Adesso ogni membro del team si dedica completamente a un sola persone per volta, che così si sente coccolata" spiega Ciro Marino di MH Haircreative. 

Non manca chi, proveniente dalla vecchia guardia dei barbieri, proprio non riesce ad adattarsi: "I guanti mi danno fastidio e gli occhiali mi scivolano sulla mascherina. E' un fastidio senza fine". Piccoli effetti collaterali di una grande rivoluzione. 

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