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La rete sociale di Napoli: "Ridateci il diritto a manifestare"

Le proteste sono stati proibite dall'emergenza Covid, gli attivisti: "Riapre tutto, ci diano la possibilità di esporre le nostre idee. Ci sono categorie che non sono rappresentate da nessuno"

 

Si è tenuta oggi in piazza Trieste e Trento a Napoli la conferenza stampa di presentazione e di lancio di un appello per la tutela dei diritti civili e democratici durante lo Stato d'emergenza legato alla Pandemia, in particolare del diritto di sciopero e del diritto a manifestare che oggi è di fatto illegalizzato in ogni forma, anche quelle più "responsabili" e auto-tutelate dal punto di vista della salute. Un aspetto che ha la conseguenza di invisibilizzare proprio i soggetti socialmente meno garantiti in una fase di crisi gravissima anche dal punto di vista sociale.

Tra i primi cento firmatari dell'appello figurano nomi storici del garantismo democratico come Luigi Manconi o il presidente del premio napoli l'avvocato Domenico Ciruzzi, figure del mondo della cultura come lo storico dell'Arte Tomaso Montanari, i napoletani recenti vincitori dei David di Donatello (gli sceneggiatori Maurizio Braucci e Velia Santella, il regista Pietro Marcello), il regista Antonio Capuano, il cantante Luca Zulù, l'editore Maurizio Zanardi, Magistrati come il presidente del Tribunale di Pistoia Fabrizio Amato ed Eugenia del Balzo, Costituzionalisti come Ugo Mattei, il vicepresidente di Medicina Democratica Paolo Fierro, epidemiologi, medici, giuristi, storici, avvocati e molti docenti di diritto ed esponenti del mondo universitario più in generale. Ma anche figure trasversali della società civile, lavoratori, operai, insegnanti, ristoratori, caregiver familiari, gli attivisti delle reti di mutualismo sociale che in questi mesi anno sostenuto migliaia di famiglie in difficoltà. Proprio alcune di queste figure hanno introdotto l'appello proposto dal "coordinamento delle reti sociali nell'emergenza da Covid19

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