Carcere di Poggioreale, il rapporto del Garante: "Viola i diritti umani"

Durissimo il rapporto del Garante nazionale dei detenuti all'indomani della visita ispettiva

La situazione nel carcere di Poggioreale è drammatica. All'indomani della maxi rissa tra napoletani e algerini, la casa circondariale partenopea torna al centro delle polemiche, questa volta per la pubblicazione del rapporto che la riguarda ad opera del Garante nazionale dei detenuti.

Il dossier è frutto di quattro giorni di visita, non pianificata, con l'intero Collegio e una delegazione di sei persone. "Con i suoi oltre 2000 detenuti – si legge nel rapporto – la Casa circondariale di Poggioreale è l'istituto con il maggior numero di persone ristrette: ai primi di maggio, durante la visita del Garante, erano 2.373, su 1.633 posti previsti e una capienza reale di 1.515. Oggi i detenuti sono 2085 su 1.423 posti disponibili. Le condizioni materiali dell'Istituto risentono degli anni e della visione custodiale degli inizi del secolo scorso, quando è stato costruito, rendendolo poco compatibile con le esigenze trattamentali".

RISSA A POGGIOREALE, 40 DETENUTI COINVOLTI

Una struttura obsoleta, inadeguata, in cui "mancano gli spazi comuni per le attività lavorative, culturali o ricreative, le sale per la socialità di reparto", ed in cui sono "disagevoli le condizioni degli ambienti di lavoro, con l'ufficio della matricola, operativo 24 ore al giorno, che si trova in un semi-interrato insalubre, con luce insufficiente e forte umidità". Inoltre, "le stanze di pernottamento delle persone detenute sono estremamente disomogenee. Si va dai cosiddetti 'cubicoli' con i servizi igienici a vista, ai cameroni da 14 persone. Particolarmente degradate alcune sezioni, come quella per persone malate o disabili, con letti a castello anche a tre piani".

Secondo il Garante "le condizioni verificate in alcuni reparti dell'Istituto di Napoli-Poggioreale possono essere facilmente considerate in violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea per la tutela delle libertà fondamentali e dei diritti umani che inderogabilmente vieta 'trattamenti o pene inumane o degradanti', secondo l'interpretazione che di tale precetto è data dall'elaborazione giurisprudenziale della Corte di Strasburgo".

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