Cutolo riscrive la storia: "Potevo salvare Moro, ma mi fermarono"

Emergono nuove dichiarazioni del boss della Nco a proposito del caso Moro

Raffaele Cutolo

"Potevo salvare Aldo Moro, ma fui fermato dai politici". È quanto ha riferito il super boss della camorra Raffaele Cutolo, in carcere da anni.
Il verbale inedito, era parzialmente venuto fuori nei mesi scorsi e oggi è diventato di dominio pubblico attraverso degli stralci pubblicati dal Mattino.

L'interrogatorio risale al 2016.  "Aiutai - spiega Cutolo - l'assessore Cirillo, potevo fare lo stesso con lo statista. Ma i politici mi dissero di non intromettermi".

Cirillo era stato rapito e successivamente rilasciato dalle Br. Con Aldo Moro andò diversamente.

Il legale del boss: "È in gravi condizioni di salute"

Nel 1978 Raffaele Cutolo era latitante. Secondo la sua ricostruzione si sarebbe fatto avanti per provare a salvare lo statista democristiano. "Per Ciro Cirillo si mossero tutti, per Aldo Moro nessuno, per lui i politici mi dissero di fermarmi, che a loro Moro non interessava".

I mediatori

Cutolo ha fornito due versioni sui mediatori utilizzati per chiedergli di salvare la vita a Moro. A chi lo ha ascoltato in carcere a Parma nell'ottobre del 2016 disse che "Michelino Senese (camorrista che viveva a Roma, ndR) me lo propose quando ero latitante". Ai magistrati romani, poco dopo, fece il nome di Nicolino Selis della banda della Magliana.

"Ho dei documenti contro i politici, moriranno con me"

"Avevamo dei documenti da usare contro i politici per i fatti della trattativa: alcuni li aveva Enzo Casillo (tra i capi della Nco, poi ucciso, ndR) altri documenti invece li ho io ma moriranno con me", prosegue il super boss. Qui Cutolo parla della trattativa per la liberazione di Cirillo, sequestrato il 27 aprile del 1981 e liberato il 24 luglio successivo dopo il pagamento di un riscatto.

"Le Br non potevano che accettare, eravamo più forti, sia dentro che fuori le carceri". Per Cutolo non si indagò a fondo sulla trattativa per la liberazione. Lo fece solo il magistrato Carlo Alemi, "unico deciso ad andare fino in fondo".

Le dichiarazioni e la salute del boss

Quanto affermato da Cutolo risale al 25 ottobre del 2016, in risposta alle domande del pm Ida Teresi e del capo della Dda, Giuseppe Borrelli. Secondo quanto spiegato dal legale, il super boss sarebbe in condizioni di salute particolarmente precarie.

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