Castellammare, l'esplosione della barca: trovato il cadavere dell'orafo

Raffaele Casizzone lascia moglie e quattro figli. Era partito per una gita con amici, ma l'escursione si è trasformata in tragedia. Il ritrovamento a 71 metri di profondità con un robot controllato dalla superficie

La barca esplosa a Castellammare

Raffaele Casizzone, Lello per gli amici, 51 anni. Orafo napoletano e titolare di due gioiellerie, è la vittima dell'esplosione avvenuta ieri a ora di pranzo su una barca a Castellammare. L'uomo, che lascia moglie e quattro figli, era partito per una gita con amici: due napoletani e una donna straniera, ma l'escursione si è trasformata in tragedia.

I due suoi accompagnatori sono rimasti illesi per fatalità: al momento dell'incidente si trovavano a bordo di un tender, in mare, per pescare. Questo è quanto hanno raccontato i sopravvissuti ai militari della Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia. Terminata la fase di spegnimento del rogo, la Guardia costiera ha tentato di trainare il relitto fino al porto, ma quello che restava dello yacht, un Mochi 44, di 13,60 metri, si è inabissato a 70 metri di profondità e a 1,7 miglia dalla costa.

Sono iniziate quindi le ricerche del corpo della vittima, ma i sommozzatori, che sono riusciti a portare a galla solo un pezzo del relitto carbonizzato, hanno dovuto sospendere le operazioni al calare della sera.

Questa mattina le ricerche riprenderanno con una squadra di sommozzatori dei Vigili del fuoco di Napoli con l'ausilio di un eco-sonar in arrivo da Roma, un'apparecchiatura in grado di rilevare la presenza umana anche a molti metri di profondità. Intanto sono state aperte due inchieste, una amministrativa dalla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, e l'altra dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

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