A rischio cento guardie giurate. Bifaro: “Attendiamo Berlusconi”

Da stamattina 100 guardie giurate manifestano contro i licenziamenti. Bifaro, del Cosnil dichiara: "Siamo stanchi di vivere in bilico tra lettere di licenziamento e promesse di una nuova occupazione"

di Ylenia Gifuni 20/04/2010

Licenziamenti a catena, mancanza di commesse e assenza di garanzie per i dipendenti. Cento guardie giurate che operano all'interno dell'Asl Napoli 1 rischiano di perdere il posto di lavoro e annunciano lo sciopero della fame. I rappresentanti del sindacato di categoria Cosnil e alcuni vigilantes hanno organizzato un presidio in via Marconi, nel quartiere Fuorigrotta, davanti agli studi Rai. "Siamo qui da questa mattina - esordisce con decisione Angelo Bifaro, della segreteria provinciale Cosnil - e chiediamo un incontro con qualche rappresentante del Governo nazionale. Sia Berlusconi, Maroni o un loro delegato".

Credo che la crisi della vigilanza privata sia stata strumentalizzata dalla classe dirigente

La Cosnil, Confederazione sindacati nazionali italiani lavoratori, aveva firmato nel gennaio scorso un contratto con l'Asl Napoli 1 e la Security Service, la ditta che si è assicurata il servizio di vigilanza nell'azienda sanitaria. L'accordo prevedeva l'impiego di 256 unità, le stesse rispetto agli anni precedenti. "A distanza di pochi mesi e senza alcun preavviso - aggiunge Bifaro - sono state recapitate cento lettere di licenziamento ad altrettanti dipendenti. Il tutto senza che le ore di lavoro siano diminuite". Ieri pomeriggio l'ultimo incontro, prima della mobilitazione, negli uffici della Regione Campania.

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"Le istituzioni locali - sottolinea un altro rappresentante sindacale, Salvatore Di Bonito - non sono state in grado di gestire la crisi della vigilanza privata e non hanno voluto prestare ascolto alle nostre grida di allarme. Tutti si sono mostrati sordi, comprese le altre sigle sindacali, presenti solo al momento della stipula degli accordi". Il sindacalista punta il dito contro l'ex assessore regionale al Lavoro Corrado Gabriele: "E' stato un cattivo arbitro - spiega - che non è mai stato in grado di accogliere le nostre richieste".

"Siamo stanchi di vivere in bilico tra lettere di licenziamento e promesse di una nuova occupazione - conclude Angelo Bifaro -. Credo che la crisi della vigilanza privata sia stata strumentalizzata dalla classe dirigente. Tutti noi abbiamo famiglia. Il lavoro è indispensabile per provvedere alle nostre mogli e ai nostri figli. Adesso siamo determinati: abbiamo dato inizio allo sciopero della fame che continuerà ad oltranza. Se sarà necessario, dovranno portarci via in barella".