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Ponticelli, l'area giochi dimenticata: "Infangano la memoria di mio fratello Francesco" | VIDEO

 

Francesco Paolillo morì a 14 anni, nel 2005, giocando con alcuni amici in un cantiere di via Carlo Miranda, a Ponticelli. L'area non era stata messa in sicurezza, nonostante le richieste dei cittadini, e i bambini - che gli spazi per il gioco, se non li hanno a disposizione, li cercano dove e come possono - accedevano liberamente all'area, correndo tra piloni, cemento, fossati. Francesco morì nel tentativo di salvare un suo coetaneo in bilico nel vano che dove diventare la tromba di un ascensore. Amava il calcio, portava la spesa alle vecchine, era un ragazzino d'oro.

Nei dodici anni che seguono il Comune sembra interessarsi al caso: il sindaco Iervolino inaugura un parco giochi - voluto e finanziato dalla famiglia Paolillo - proprio in via Carlo Miranda, e lo dedica a Francesco. La manutenzione, con il passare degli anni, è però sempre più lacunosa, fino a costringere Alessandro, il fratello maggiore di Francesco, a chiudere il parco. "Qui ci sono piante che potrebbero crollare, le giostrine sono ormai rotte, il campo da calcio è inagibile: se lo apro mi assumo responsabilità che non dovrei assumermi, solo per far giocare i bambini". Alessandro chiede, da anni, che le istituzioni lo aiutino: potare gli alberi, curare il prato, cercare di mettere un po' di buono in un quartiere che deve urlare, ogni volta, per farsi sentire da qualcuno. Il cantiere in cui morì Francesco è sempre nello stesso punto: sequestrato più volte - anche quest'estate - non è mai stato messo in sicurezza. "Siamo nelle stesse condizioni, viviamo le stesse privazioni che vivevamo dodici anni fa, quando mio fratello è morto. Non ci sono spazi per i bambini, e il cantiere è aperto a tutti, ci si può far male. Non so più come fare, pare che per loro mio fratello sia un morto di serie B", dice Alessandro Paolillo. 

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