Camorra, ora il pizzo si paga e si riscuote anche in ricevitoria

Inchiesta del quotidiano Terra. Negozianti obbligati dai clan a scommettere cifre considerevoli sotto forma di scommesse sportive nelle ricevitorie infiltrate o sotto diretto controllo di prestanome

di Redazione 18/03/2011

    A Napoli c'è una nuova modalità di riscossione del pizzo da parte della camorra: invece di esigere somme in contanti, alcuni clan obbligherebbero i commercianti taglieggiati ad andare a versare una somma equivalente nelle ricevitorie infiltrate o sotto diretto controllo di prestanome, sotto forma di scommesse sportive.

    In alcuni casi, le giocate sarebbero completamente falsificate, permettendo così ingenti incassi illegali alla camorra. I dettagli sono raccontati da un'inchiesta del quotidiano Terra.

    Spesso già dall'interno del punto scommesse alcuni fiancheggiatori dei clan annotano chi e quanto ha scommesso così da tenere sotto controllo l'esazione del pizzo a negozianti, mercati, studi professionali.

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    Attraverso questa modalità è possibile riciclare ingenti somme di denaro sporco più al riparo da controlli, sfruttando un doppio canale legale-illegale di entrata e di uscita delle somme utilizzate per le scommesse.