Piromane del Vesuvio arrestato: "In carcere mi stanno minacciando"

Il 24enne di Torre del Greco accusato di essere uno tra quelli che hanno dato alle fiamme la vegetazione del vulcano nelle scorse settimane, interrogato dagli inquirenti ha respinto ogni addebito

L'arresto di Orsino

Leonardo Orsino, il macellaio 24enne di Torre del Greco arrestato venerdì mattina perché accusato di aver appiccato uno dei roghi che hanno devastato il Vesuvio nelle scorse settimane, sarebbe stato minacciato in carcere. A riportare la notizia è Metropolis.

Orsino avrebbe secondo gli inquirenti dato alle fiamme l'area nella zona di via Sopra ai Camaldoli, dove peraltro vive la sua famiglia, nella notte tra il 13 ed il 14 luglio.

Interrogato dai magistrati che seguono l'inchiesta, di cui è titolare la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, il giovane si è dichiarato innocente. "In carcere mi hanno minacciato – avrebbe detto – non sono sceso neanche per l’ora d’aria perché avevo paura, ma io non c’entro niente con gli incendi sul Vesuvio. Né quello vicino casa mia, né gli altri. Sono innocente".

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Le indagini proseguono. Quello che è stato da molti media additato come "il" piromane del Vesuvio altro non è, per gli inquirenti, di una delle tante persone che hanno dato alle fiamme la vegetazione del vulcano. Ma l'eco di come la vicenda sia stata rappresentata, evidentemente, è arrivata anche in carcere.

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