Pino Taglialatela, fine di un incubo: per lui è assoluzione piena

L'ex capitano e portiere del Napoli era accusato di associazione a delinquere e intestazione fittizia di beni. Per lui la pm Maria Cristina Ribera aveva chiesto 14 anni di carcere

Pino Taglialatela

"Il fatto non sussiste". Finisce con questa formula, assoluzione piena, l'incubo giudiziario dell'ex portiere e capitano del Napoli Pino Taglialatela.

Era stato accusato di associazione a delinquere e intestazione fittizia di beni, reati che - dopo ore di camera di consiglio - i giudici ritengono non abbia commesso.

Parente stretto della moglie del defunto boss Feliciano Mallardo, del clan egemone a Giugliano, Pino Taglialatela è stato difeso dall'avvocato Luca Capasso. Ad accusarlo era la pm Maria Cristina Ribera, che aveva chiesto per lui 14 anni di carcere.

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