Perseguita una donna fingendo di appartenere a un clan: fermato

Imposto il divieto di allontanamento. Voleva un rapporto sessuale con lei

Diceva di appartenere a un clan di camorra di Napoli per perseguitare una donna e provare ad avere un rapporto sessuale con lei. Con le accuse di stalking, estorsione e violenza sessuale è stato fermato un 55enne, proveniente dalla provincia di Napoli e residente a Latina. Il gip ha imposto ai suoi danni un divieto di avvicinamento alla vittima. Sono stati i mesi di maggio e giugno quelli più difficili per la donna visto che in quel periodo sono cominciate le persecuzioni. Il 55enne successivamente alla morte dello zio della vittima, per il quale lavorava, ha cominciato a pedinarla prima e minacciarla poi.

La leva principale per metterle paura è stata quella di fingere di appartenere a un clan di camorra e che l'avrebbe pagata cara se non si fosse concessa. “Ti aspettano momenti bui e di dolore, pensa bene a quello che stai facendo, con Napoli non si scherza, domanda all’avvocato chi è il clan”. Oppure: “Vuoi una prova che stanno là a Latina, hanno il tuo indirizzo, una tua foto, sanno che macchina hai, dove lavori”. Queste le frasi che aveva utilizzato e che hanno contribuito a formare la decisione del giudice.

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