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Omicidio sul Lungomare, il ricordo degli amici di Zico: "Pronto ad aiutare tutti"

 

Zico era un senza fissa dimora, ma aveva molti amici. Molti di questi lo hanno voluto ricordare con una preghiera serale a Mergellina,  pochi passi da dove, sabato notte, il cittadino di origini marocchine è stato accoltellato mortalmente. Una banale lite, probabilmente per occupare la migliore posizione sul Lungomare con un altro ambulante, anch'egli marocchino, per poter vendere pochi oggetti ai passanti, per raggranellare qualche spicciolo. 

La Comunità di Sant'Egidio ha voluto ricordarlo non solo con una preghiera, ma anche posando fiori davanti alla sua fotografia e una coperta, simbolo della difficoltà degli homeless a vivere in strada, ancora di più durante il freddo inverno. "Zico era sempre pronto ad aiutare tutti - ricorda una donna - quando ero triste passava le ore ad ascoltarmi". Appassionato di nuoto, di pesca e di ciclismo, l'uomo nordafricano era sempre pronto a raccontare una storia: "Non sapevamo mai dove finire la realtà e dove cominciava la fantasia, con la quale Zico si distraeva dalla sua condizione". 

Non solo fantasia, purtroppo, perché Zico, come altri clochard, per affrontare la disperazione di ogni giorno passato in strada, si affidava anche all'alcol: "Provava vergogna - racconta un'altra amica - ci diceva che non era una cosa dignitosa. Quando riusciva a stare lontano dall'alcol potevi conoscere il vero Zico, un gentiluomo. Chi non ha una casa non ha molti strumenti per affrontare il freddo e la quotidianità e subentra la disperazione". E potrebbe esserci l'alcol alla base della lite che ha portato alla sua morte: "Sono convinta che i due non si siano nemmeno resi conto della gravità di ciò che stava accadendo". 

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