Omicidio Veropalumbo: ordinata la riapertura delle indagini

Sei mesi di tempo per gli investigatori per provare le parole del pentito Michele Palumbo

C'è ancora la speranza di riuscire a trovare un colpevole per la morte di Giuseppe Veropalumbo, il giovane meccanico di Torre Annunziata, ucciso da un proiettile vagante la notte del 31 dicembre 2007. Il Gip Paola Brunese ha ordinato un supplemento d'indagini di sei mesi rigettando la richiesta di archiviazione della procura dei Minorenni di Napoli. A essere indagati sono tre giovani del clan Gionta all'epoca dei fatti ancora minorenni. Si tratta di Valentino Gionta jr, Salvatore Paduano e Gaetano Amoruso. Tutti e tre portano cognomi “eccellenti” all'interno del clan dei “valentini” e sono già detenuti per reati collegati alla cosca. Proprio l'arresto di uno dei genitori degli indagati potrebbe essere il movente del delitto.

Il possibile movente 

Tutt'altro che una casualità anche se a sostenerlo al momento è solo il collaboratore di giustizia Michele Palumbo, alias “monnezza”. Secondo il pentito, i tre giovanissimi all'epoca avrebbero agito per vendicare l'arresto del padre di Amoruso, Francesco “a' vecchiarella”. Il ras dei Gionta venne arrestato grazie alle immagini di una telecamera installata sul terrazzo del palazzo dei Veropalumbo. La famiglia del meccanico doveva pagare il fatto di aver dato le chiavi del terrazzo alla polizia consentendo l'installazione delle telecamere. Un'ipotesi che gli investigatori hanno sei mesi per provare a corroborare partendo dai dati raccolti dopo i sopralluoghi effettuati sul palazzo dove perse la vita il meccanico.

L'arma del delitto 

A loro disposizione ci sono le schegge di altri proiettili rinvenute al nono piano del palazzo di corso Vittorio Emanuele III insieme alla possibile arma del delitto: una pistola Tanfoglio modello Limited calibro 9x21. L'arma venne ripescata a mare due settimane dopo il delitto dai sommozzatori della polizia. È rimasta negli archivi della scientifica fino a quando è stato possibile collegarla all'omicidio. Grazie poi alle ricostruzioni balistiche è stato possibile anche capire il punto esatto da dove sono stati esplosi i proiettili. Tocca alla procura adesso trovare riscontri alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia, soprattutto in ordine al movente e all'esatta individuazione degli esecutori materiali del delitto.

La richiesta di archiviazione 

È necessario specificare che al momento i tre “rampolli” del clan sono solo indagati perché chiamati in causa da Palumbo e avevano ottenuto la richiesta di archiviazione da parte della procura per i Minorenni. Solo l'intervento della vedova di Veropalumbo, Carmela Sermino, e del suo pool di avvocati, composto da Marco Ferrara, Carminuccia Marcarelli, Stella Arena e Gaia Tessitore, ha evitato che fossero prosciolti.

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