Vigilante ucciso, la confessione dei baby killer: "Volevamo rivendere la pistola"

Ne avrebbero guadagnato 500 euro. Due sedicenni ed un diciassettenne, gli assassini di Francesco Della Corte sono stati definiti dal questore De Iesu "un branco di lupi in attesa dell'agnello"

Hanno spiegato di averlo aggredito soltanto per rubargli la pistola, senza la volontà di ucciderlo. È la confessione dei tre minorenni che hanno massacrato, lo scorso tre maggio, la guardia giurata Francesco Della Corte, riducendolo in condizioni che lo hanno portato poi alla morte, all'alba di ieri. Secondo quanto detto agli inquirenti, i tre volevano rivendere la pistola a 500 euro.

Il video dell'aggressione

Un branco di lupi – li ha definiti il questore Antonio De Iesu – che hanno atteso l’agnello. Un evento crudele, abietto, drammatico, ai danni di un persona onesta, un lavoratore, un padre di famiglia, da parte di tre ragazzini provenienti da un quartiere a rischio”.

Come si è arrivati alla baby gang

Secondo gli inquirenti la vittima è stata scelta in modo casuale. Ad agire sono stati due 16enni ed un 17enne, incensurati, tutti lontani dal sistema scolastica. Dovranno rispondere di tentata rapina ed omicidio doloso. La loro violenza era stata catturata dalle telecamere di sicurezza, ma le immagini poco nitide ne avevano reso difficoltoso il riconoscimento. Gli agenti però hanno notato la singolare andatura di uno dei tre ragazzi, e proprio grazie ad essa sono riusciti ad identificarlo e da lui a risalire ai due complici.

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I complimenti del sindaco

“Voglio complimentarmi con la Magistratura e con la Polizia di Stato della Questura di Napoli, ed in particolare con le donne e gli uomini del Commissariato di Scampia – ha reso noto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris – per l'arresto dei presunti responsabili dell'omicidio di Francesco Della Corte, addetto al servizio di vigilanza e sicurezza della stazione metropolitana Linea 1 di Piscinola, vittima di una vile, brutale ed inaccettabile aggressione”.

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